Abbùne-abbùne

Abbùne-abbùne loc.idiom. = Senza essere stato interpellato.

Si dice questa locuzione quando qlcu si intromette nei nostri affari, e magari ne distoglie il fine, o devia l’attenzione, o rimprovera, percuote, urla, senza che nessunoi lo abbia interpellato.

Stöve tanda-bèlle camenànne: abbune-abbune c’jì avvecenéte ‘na maskere e m’ho ‘nghiute di curiànde = Stavo tranquillamente passeggiando quando si improvvisamente si è avvicinato qlcu mascherato e mi ha riempito di coriandoli.

Abbune-abbune so’ cadute ‘ndèrre. = Senza che me l’aspettassi sono caduto per terra.

Abbutté ‘u mósse

Gonfiare il muso, colpire la faccia di qlcu, colpendolo sulle labbra in modo che diventino tumefatte.

I più fantasiosi, nel minacciare qlcu, gli promettono: t’agghja abbutté ‘u mósse accüme ‘u pecciöne d’a jummènde = ti concerò le labbra grosse e gonfie quanto la vulva una giumenta.

Peggio delle labbra siliconate della Marini!

Con minaccia solo verbale, mai messa in atto, questa frase veniva molto spesso detta dalle mamme, se il figlio usava termini sboccati e scurrili. Era un deterrente a scopo educativo.

Accattàrece ‘u uagnöne

Accattàrece ‘u uagnöne loc.id. = Partorire

Alla lettera significa comprarsi il bambino. La parola “partorire” sembrava troppo tecnica da spiegare a tutti gli altri fratellini della solita numerosa famiglia di una volta.

Comunque questa locuzione verbale idiomatica è rimasta a lungo anche nei discorsi fra adulti.

Frangèsche c’jì accattéte ‘u uagnöne? No, ce völe tjimbe! = Francesca ha partorito? Non bisogna aspettare ancora!

All’ótere süje

I Latini dicevano “pro domo sua“. A favore della sua casa.

A primo acchito sembra che qualcuna, non sappiamo in quale modo, agisca solo per il suo utero.

Ma il termine giusto è “utile” e la pronuncia incerta lo aveva mutato a “utero” e così si è tramandato fino alla nostra epoca. Ora che abbiamo frequentato tutti la scuola dell’obbligo sappiamo come andrebbe pronunciato ma ugualmente diciamo all’ótere süje per tradizione.

E bréve a jìsse, fé sèmbe i cöse all’ótere süje = E bravo a lui, fa sempre le cose a suo. vantaggio.

Arrevé ‘nganna-ngànne

Giungere all’ultimo istante, come i voli last minute.

Arrivare all’ultimo minuto senza aver completato un lavoro, preparato una cerimonia, organizzato un incontro, ecc.

Mariè, specciàmece, ca süme arrevéte ‘nganna-nganne e momò parte ‘u tröne! = Marietta, sbrighiamoci, ché siamo all’ultimo momento e il treno sta per partire.

Süme arrevéte ‘nganna-nganne alla Fèste e quà nen ce vöte angöre njinde = Siamo arrivati ormai alla vigilia della Festa, e qui non c’è nessum programma.

Arte de Meléne

L’arte de Meléne loc.id. = L’arte di Milano

In questo caso l’Arte di Milano non è una tendenza artistica lombarda…

La locuzione locale intende evidenziare la necessità di un minimo di iniziativa per eseguire una prestazione di servizio semplice, specie quando qlcu accampa scuse e difficoltà inesistenti.

Pe lué i chépe all’alüce nen ce völe l’arte de Meléne = Per togliere le teste alle alici non occorre tutta questa abilità, non si incontrano difficoltà di sorta.

Spìccete a pulezzé ’sti scarpe: e che ce völe l’arte de Meléne? = Sbrigati a lucidare queste scarpe: e che, ci vuole un diploma del Liceo Artistico per eseguire questa operazione?