Angöre

Angöre avv. = Ancòra, attenzione a non…

Angöre 1 = Praticamente uguale all’italiano ancòra. Con eventi che si collocano in un tempo anteriore e continuano al momento di riferimento.

Addrìzze vignitjille quenn’jì angöre tenerjille : Raddrizza il virgulto quando è ancora tenero.

Angöre 2 = E’ una locuzione avverbiale tipica pugliese: Si può tradurre con: attenzione a non….

Jéte bèlle-belle, angöre cadute = Andate adagio, attenzione a non cadere.

Angöre ve mangéte tutta quande ‘a pìzze. Lasséte ‘na pezzéte a Mattöje = Attenzione a non mangiare tutta la pizza.Lasciate un pezzo a Matteo.

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Bombüse

Bombüse loc.avv. = Abbondantemente, per eccesso.

Alla lettera significa buon peso.

Era quasi rituale, quando si acquistavano derrate alimentari alla rinfusa, che il commerciante dicesse: “Teh, t’agghje fatte a bombüse” = Tieni, ho abbondato un po’, vedi che il piatto della bilancia contenente la merce scende di più invce di essere livellato con quello dei pesi.

Era una tattica di “marketing” per fedelizzare il cliente, accontentandolo con poco, come si fa con i punti della Silac.

Qualche donna più spiritosa rispondeva: Sì, bombüse au quarte ‘i püse! = Sì, buon peso dalla parte dei pesi…(il piatto che scende, quello più pesante, è quello dei pesi, non quello della merce!)

- Damme mizze cüne de rüse = Dammi mnezzo chilo di riso
- Uì, agghje fatte a bombüse = Ecco, ho fatto una pesata favorevole a te.
- Sì, bombüse au quarte ‘i püse! = Sì, favorevole ai pesi!

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Facchjullà

Facchjullà loc.avv. = Scosta, allontana, distacca.

È un invito a spostare un oggetto, o una mano, o qls cosa dal campo di lavoro di qlcu.

Facchjullà ‘u becchjire = Sposta il bicchiere.

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P’i calecagne ‘ngüle

P’i calecagne ‘ngüle locuz.avv. = Velocemente

La locuzione alla lettera si traduce con i talloni a contatto con le natiche e vale come l’avverbio “velocemente” (per questo si dice locuzione avverbiale. Ragazzi ho dovuto ripassarmi le regole di Grammatica per affrontare questa fatica!!!)

I talloni potrebbero toccare contemporaneamente le natiche se si è accoccolati. Ma qui le toccano alternativamente durante una fuga precipitosa!

In italiano per la stessa descrizione si dice: a gambe levate.

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P’u sànghe all’ùcchje

P’u sànghe all’ùcchje loc.avv. = Rabbiosamente, irosamente, furiosamente

Il significato letterale ‘con il sangue agli occhi’ denota qlu che versa in uno stato di agitazione, quando è accecato dall’ira (fig. con gli occhi iniettati di sangue).

Ce l’agghje dìtte quàtte p’u sànghe all’ùcchje = Gliene ho cantate quattro, stizzosamente, collericamente, senza alcun ombra di scherzo.

In italiano si potrebbe usare la loc.avv. ‘a muso duro’, ma non è altrettanto efficace.

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Rére-scennènne

Rére-scennènne loc.id. = A ritroso

Andare indietro nella storia delle persone, risalendo di generazione in generazione.

Presumo che questo rére può aver affondato le sue radici in “rerum”.

Coloro i quali hanno studiato il latino, sanno che significa “delle cose”. Quindi: delle cose dei nostri avi ascendenti arrivate a noi discendenti.

Provate a pronunciare più volte questo termine: oltre che evocare i ritmi ciclici del tempo, sembra di pronunciare il verbo ridere e anche le labbra si distendono in un sorriso.

Io che sto spiegando questo termine antico, sto andando proprio rére-scennènne

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