Fisalmènde

Fisalmènde avv. = Finalmente

Con valore frasale, per esprimere la soddisfazione del parlante col sign. di “felicemente”, oppure convalore descrittivo, per enumerare l’ultimo di una serie di oggetti o di persone.

Gnernò

Gnernò avv. = Nossignore

Forma cortese e rispettosa di negazione, usata spec. verso superiori o persone di riguardo.

Nel linguaggio militare c’è l’equivalente signornò: forma di risposta negativa usata rivolgendosi a un superiore.

Forma colloquiale per esprimere disappunto e contrarietà. Per es. quando si è un po’ spazientiti per la petulanza dell’interlocutore, non ritenendo basti il solo no, si dice gnernò..

Napoletano: E lèvate ‘a cammesella. ‘A cammesèlla gnornò gnornò..

Gnò?

Gnò? avv. = Sissignore.

È un’abbreviazione, come formula di cortesia, spec. nei confronti di persona a cui si deve rispetto, in luogo del semplice “sì” o “sissignore”.

Gnò? deriva da desidera signore/a?, o come i militari comandi signore, rispondendo a una chiamata per dire che si è presenti, pronti e sim.

Faccio un esempio: la maestra sartina chiede l’aiuto di un’allieva in particolare, una delle tante che stavano a bottega:

- Mariè! - Gnò? = - Marietta! - Sì, eccomi qua, desidera qualcosa, signora maestra?

Ovviamente la sintesi più volte lodata del nostro dialetto qui arriva al monosillabo!

Gnorsì

Gnorsì avv. = Signorsì, sissignore

Risposta di tipo affermativo che si rivolge a una persona di condizione superiore, usata spec. tra i militari.

Ironicamente: certo, proprio così, ho capito bene.

Imbrònde

Imbronde avv. = immediatamente

Usato nella locuzione avverbiale all’imbronde = all’istante, senza perdere tempo.

Una risposta data all’imbrònde denota intelligenza, prontezza, vivacità intellettiva, spirito, umorismo, sarcasmo. Immaginate voi un uomo politico con queste doti? Io ho i miei dubbi che esistano. Fate i nomi se credete di smentirmi!

Jògge

Jògge avv. s.m. = Oggi, pomeriggio

1) Jògge avv.= Oggi, questo stesso giorno; può comprendere anche un tempo più esteso della giornata odierna, per indicare questa nostra epoca, in questi nostri tempi.

Ai tjimbe de jògge = oggidì, oggigiorno.

2) Jògge s.m. = Il pomeriggio. Parte in cui si divide la giornata.

Véche a fatjé ‘a matüne e ‘u jògge = Vado a lavorale la mattina e il pomeriggio.

Per evitare confusioni talora si usa la locuzione döpe mangéte= dopo pranzo.

Jògge tènghe da fatejé ‘a matüne e ‘u döpe mangéte = Oggi ho da lavorare la mattina e il pomeriggio