Cìtte-cìtte
Cìtte-cìtte avv. = Zitto zitto, silenziosamente.
Facjüme citte-citte = Agiamo silenziosamente.
Cìtte-cìtte avv. = Zitto zitto, silenziosamente.
Facjüme citte-citte = Agiamo silenziosamente.
Cré, avv. = Domani, il giorno dopo di questo.
Qlcu pronuncia anche créje. Vènghe quann’è créje = Vengo quando è domani.
Termine conservato dal latino Cras.
I nostri vecchi usavano anche pescré = dopodomani, sempre dal lat. post cras il giorno dopo di domani.
Sovente dicevano anche pescrìdde per indicare il terzo giorno che verrà…ma questa voce non ha etimologia classica: è una deformazione locale.
Carlo Levi, nel suo libro “Cristo si è fermato a Eboli” addirittura riferisce che i contadini della Basilicata, oltre al crà e pescrà, usassero pure pescrille, pescùlle, marculfo e altri vocaboli che ora non ricordo…. Insomma avevano un termine per indicare ogni giorno futuro fino alla successiva settimana!
Mi fanno ridere i ragazzi moderni che sanno dire duméne e döpe-duméne, traducendo l’italiano in manfredoniano… Questo è un dialetto geneticamente modificato…Evitiamolo, o parla italiano o “parlamanfredoniano.com”
Cum’jì o Cumì avv. = Perché, com’è.
In proposizioni interrogative dirette o indirette: per quale motivo? o per quale scopo?
Corrisponde all’interrogativo inglese Why?, o a quello francese Pourquoi?.
La risposta richiede rispettivamente Because…, e Parce-que….
In italiano va bene il medesimo avverbio sia per la domanda e sia per la risposta: Perché? - Perché…
In dialetto: Cum’jì? - Pecchè…
Ma le regole non sono ferree, se si dice come in italiano va bene lo stesso:
Dacchessì avv. = Così
In questo modo, in questo aspetto, in cotal forma e sim.
Meh, nen facènne dacchessì! = Dai, non fare così!
Dacchessì avöv’a jèsse = Così avrebbe dovuto essere.
Daràsse avv. = Distante
Che è separato da uno spazio.
Deriva da arrassé = allontanare, distanziare.
Quanne me vüte a me, statte darasse! = Quando vedi me gira al largo.
Stèvene tutte quànde daràsse e nen li sendöve = Erano tutti distanti, e non li sentivo.
Evògghje avv. = Certamente, Sicuro, Altroché
Esiste ancora l’antica variante “Avìsse vògghje!” = Avessi tu tanta voglia…
E’ una risposta ovvia e positiva ad una qualsiasi domanda proveniente dall’interlocutore.
Giuà, te piàcene i ciammarüche? Evògghje! = Giovanni ti piacciono le lumache? Altrochè!
Ma a ’stu pajöse ce jüse a ballé de Carnevéle? Avìsse vogghje! = Ma a questio paese si usa ballare a Carnevale? Avessi tu voglia (di ballare)!
Canusce alla mamme de Frangische? Evògghje! = Conosci la madre di Francesco? Certamente.