Abbàsce

Abbàsce avv. = Giù, dabbasso

Di sotto, luogo posto in posizione bassa rispetto a chi parla.

Abbàsce a mére = Giu al mare.

Scìnne abbàsce = Scendi giu, scendi di sotto.

Màmme jàvete abbàsce e nüje javetéme söpe. = Mamma abita al piano terra, e noi al primo piano.

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Abbönecónde

Abbönecónde avv. = infine, insomma

La traduzione letterale sarebbe “a buon conto”; in italiano si potrebbe usare la locuzione “ad ogni buon conto” o anche “morale della favola”.
Il lodato vocabolario on line Sabatini-Coletti definise come congiunzione testuale: “conferisce valore riassuntivo e conclusivo a una frase con sequenza di discorso rispetto a quanto detto in precedenza” Basta così, altrimenti questo mio lavoro rischia di diventare un trattato scientifico, cosa che assolutamente non è nelle mie intenzioni!!!!

Abbönecónde vù avì sèmpe raggiöne tó! = Alla fine vuoi sempre aver ragione tu!

Abbönecónde ‘stu capacchjöne uà fé cüme düce jìsse = Alla fine questo testone deve fare a modo suo (come dice lui)!

Abbönecónde, facjüme cüme e cazzöne, da turte a raggiöne = Morale della favola, pare che ora stiamo facendo come “cazzone”, il quale pur avendo torto marcio è riuscito ad aver ragione.

Esiste anche una forma molto più più antica, ormai del tutto desueta, che riporto in questo articolo solo per ricordarlo, cioè: abbönesüje o anche abbunesüje= ebbene sia (sia come tu mi dici, non mi va di replicare). Abbönesüje te vògghje avì crèdete = Alla fine voglio crederti (basta che finisca qui la disputa).

Chi rótte, chi sfascéte, chi arrepezzéte: abbönesüje nen ce stöve na cöse accüme i crestjéne = Chi rotto, chi sfasciato, chi rattoppato: insomma non c’era una sola cosa fatta per bene (come i “cristiani” nel senso di fatta a regola d’arte)

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Addjì

Addjì avv. = Dove

Si usa nelle proposizioni interrogative. Sarebbe, alla lettera: a-dov’è-che.

Addjì ca vé? = Dove vai?

Talvolta si usa dire Addujì che sarebbe: a-dove-è-che?

Nelle discussioni, quando qlcu la spara grosse, per smentirlo o controbattere le sue affermazioni basta la parola magica: Addujì! = Ma cosa stai dicendo? Non ti accorgi che dici corbellerie?

Forse è un eufemismo che sostituisce la più esplicita che càzze sté decènne!

L’avverbio di luogo “dove” c’entra: è la stupidaggine che non sta né in cielo, né in terra. In effetti è…fuori luogo!

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Addröte

Addröte avv. = Dietro

Talvolta, per una pronuncia più scorrevole, si usa pronunciare solo dröte.

Addröte avv.= nella parte posteriore.

Nen guardànne addröte = Non guardare dietro!
Alla preggessiöne me mètte sèmbe addröta dröte = Nella processione mi colloco sempre dietro dietro.

Può avere valore di poreposizione per indicare: al di là da qcs., nella parte posteriore, retrostante.

Ammucciàteve addröte ‘a pòrte = Nascondetevi dietro la porta!
Frangìsche camüne p’i méne addröte ‘i rüne = Francesco cammina con le mani dietro la schiena.
So’ venüte a javeté addröte a càste = Sono venuto ad abitare dietro casa tua.
Mìttete addröte a me! = Mettiti dietro me!
Jüje ‘i cöse nen te le düche d’addröte (da dröte)= Io le cose non te le dico da dietro.
A me me pièce a parlé ‘mbàcce e no da dröte = Io sono schietto.
Quande ce n’ànne dìtte da dröte = Quante critiche alle sue spalle.

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Ajire

Ajire avv. = Ieri

Nel giorno che ha preceduto quello in cui si parla o scrive.

Deriva nettamente dallo spagnolo ayer, da cui il napoletano ajére.

Ajire t’aspettöve ma ‘nge sì venüte = Ieri ti aspettavo ma non ci sei venuto.

Quìsti pìsce sò d’ajire = Questi pesci sono di ieri.
Questa espressione detta da un Milanese suona come una soddisfazione per aver ottenuto un pesce fresco. La stessa frase per noi Manfredoniani di bocca buona – abituati ad altro tipo di pescato – esprime delusione perché i pesci di ieri sono già considerati “vecchi”….

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All’appjite

All’appjite avv. = A piedi

Recarsi da un luogo ad un altro camminando, usando le proprie gambe, senza adoperare alcun mezzo di locomozione.

In contrapposizione si dice(va) a cavàlle, anche se si usa la bicicletta o un altro mezzo di locomozione, come per dire in groppa, in sella, a cassetta, o a bordo di un veicolo.

All’appjite sarebbe come dire usare il famoso “cavallo di San Francesco”.

Vògghje arrevé a Sepònde all’appjite = Voglio arrivare a Siponto a piedi.

So jüte a Mundìcchje p’a cerculére e sò turnéte all’appjite = Sono andato al rione Monticchio con il bus e sono tornato a piedi.

Gli autobus cittadini sono chiamati “circolari” dal primo nome dato loro negli anni ’50 (ricordate? Circolare destra e Circolare sinistra).

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