Cannarüte

Cannarüte agg. = Goloso

Deriva da “canna”, il tubo dell’esofago che porta il cibo dalla bocca allo stomaco, evidentemente ben funzionante.

Il termine, alla lettera, significa dotato di ottima canna, intesa come la “gola” del goloso.

Cannarüte è riferito al mangione nel senso di famelico, ingordo, insaziabile.

Per i golosi di dolciumi esiste un aggettivo specifico: Cianguljìre

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Capacchjöne

Capacchjöne agg. = Testone, testardo

Il soggetto che ha dato origine al soprannome o aveva una testa di considerevole stazza, o semplicemente era testardo, cocciuto.

Cmq il ‘u Capacchjöne per antonomasia era diventato spregiativamente il fondatore del Fascismo, Benito Mussolini, capacchjöne onorario.

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Cardöne

Cardöne s.m. e agg. = Cardo

Nome comune di diverse piante campestri erbacee con foglie e brattee spinose, della famiglia delle Composite.
Il cardo, del genere Cinara (Cynara cardunculus var. astilis) appartenente famiglia dei carciofi, viene anche coltivato come ortaggio, con foglie carnose biancastre.

E’ detto in dialetto ‘u cardöne de péne = cardo di pane, perché piuttosto asciutto, per distinguerlo da quello spontaneo dei campi, ovviamente chiamato cardöne d’acque.

Anche i meloni si distinguono quelli ‘di pane’ e ‘quelli d’acqua’.

I cardi sono piuttosto insipidi, senza un gusto accentuato. Quelli campestri venivano consumati crudi, dopo paziente operazione per privare le coste dalle spine e dai filamenti, dai pastori che non avevano altro companatico. Per questo il termine è passato ad indicare un soggetto fessacchiotto.

Vi rimando al detto del monaco rivolto al cafone (clicca qui).

Vi invito anche a vedere il termine cardungjille, un cardo selvatico molto apprezzato.

Cardöne è usato anche come soprannome, forse derivante dal cognome Cardone.

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Catrechéle

Catrechéle agg. = Primario, principale

Che ha la maggiore importanza, il maggior valore.

Te ne vjine per tanta chjacchjere e te scurde ‘u catrechéle = Fai tante chiacchiere e ti dimentichi l’argomento principale.

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Càvete

Càvete agg. = Caldo

Riferito a temperatura superiore alla norma o a quella che ci si aspetta.

(lat càldus, sincop. di càlidus).

Ricordo il grido dei venditori ambulanti di polenta fritta: “Scagghjùzze càvete uhé, scagghjiùzze càvete e grùsse!”. Passavano la mattina all’alba davanti alle ‘socie’ in tempo di carnevale festeggiato in casa, per rifocillare i ‘soci’, stremati per aver ballato per tutta la notte.

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Cazzöne

Cazzöne agg. e s.m. = Minchione

agg. stupido, credulone.

s.m. persona sciocca, ingenua, che ha poca intelligenza e si comporta in modo insensato.

Cazzöne, da turte a raggiöne = Il minchione, da aver torto si trova ad aver ragione. E questo inspiegabilmente, pur non essendo scaltro e convincente

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