Sfresciüne (de)

Sfresciüne (de) agg. = di striscio, rasente.

L’aggettivo si riferisce a colpo (d’arma da fuoco, di randello, di mano, di piede, ecc.) che non colpisce in pieno il bersaglio secondo l’intenzione di chi lo sferra, ma solo di striscio.

Senza arrivare ai casi gravi, diciamo che quando nel gioco del calcio si “svirgola”, la palla è colpita de sfresciüne e perciò non va nella direzione voluta dal calciatore.

Figuratamente quando un argomento non viene affrontato direttamente lo si propone de sfresciüne, diremmo in italiano che lo si accenna “di traverso” o lo si fa intendere “tra le righe”.

Un proverbio genovese riferisce che ‘si parla alla suocera perché la nuora intenda’.

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Sgajéte

Sgajéte agg. = Sguaiato

Riferito a comportamento, scomposto, volgare.

Più che altro riferito a chi non sa controllarsi nel mangiare. Ingordo, famelico, insaziabile.

Si’ proprje ‘nu sgajéte = Sei proprio un ingordo.
sinonimo di scaleméte.

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Sgarzumméte

Sgarzuméte agg. = Malridotto

Ridotto in pessimo stato, detto sia di persona che di cosa. Sinonimo di Sderlufféte

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Sgrìbbje

Sgrìbbje agg = Sgraziato, malvagio, falso

L’aggettivo ha sempre e comunque una valenza negativa.

Vattìnne da quà, ‘sta sgrìbbje!= Vattene via, brutta racchia.

L’aggettivo è invariabile al singolare, al plurale, al maschile e al femminile.

Se proprio si vuol specificare il genere maschile, si dice sgrebbjöne = bruttone.

Secondo me sgrìbbje per la forte assonanza, derivi da “scriba”. Ritengo che il popolino durante le Funzioni religiose, sentendo che nel Vangelo Gesù definiva i farisei e gli scribi come falsi e ipocriti, ha facilmente collegato “scriba” a qualcosa di estremamente negativo, anche se non comprendeva esattamente chi fossero gli scribi e i farisei.

Come sempre, io esprimo opinioni personali, opinioni di per sé opinabili.

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Siccardüne

Siccardüne agg. = Segaligno, smilzo

L’aggettivo si usa solo nella descrizione di una persona di corporatura esile. Si pronuncia anche seccardüne.

Non si dice ‘n’àreve siccardüne = un albero esile… Ma un ragazzo, un anziano una signora seccardüne, sì, specie se lo si evidenzia per distinguerlo dagli altri.

Canuscjüte a Mattöje Ciucchetèlle? Códdu giòvene siccardüne ca venöve a sciuppé i féve a Fundéna Röse? = Conoscete Matteo detto Ciucchetèlle? Parlo di quel giovine che veniva ad estirpare le piante secche di fave a Fonte Rosa?

Ecco, seccardüne, magrolino, per distinguerlo dagli altri giovani presenti quella volta nello stesso luogo.

Si dice anche sìcche-sìcche = smilzo, e al femm. sècca-sècche = esile.

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Škattüse

Škattüse agg. = Dispettoso

Che si comporta in maniera irritante, indisponente, per ripicca.

Evògghje a chjamé, Giuànne fe sèmbe ‘u škattüse = È inutile chiamarlo, tanto Giovanni si comporta sempre in maniera dispettosoa, e percio non siavvicinerà mai.

Credo che voglia alludere al fatto che ti fa “crepare” (škatté) ma non muove dito per assecondarti.

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