Accadènte
Accadènte agg. = Appropriato
Che cade a proposito, adatto, opportuno, azzeccato, attinente.
Per il contrario esiste scucchiande
Accadènte agg. = Appropriato
Che cade a proposito, adatto, opportuno, azzeccato, attinente.
Per il contrario esiste scucchiande
Accedendéte agg. = Infortunato
Il termine è un andato nel dimenticatoio perché si è imposto da anni il barbarismo andecappéte = handicappato.
Persona che si trova in una condizione di handicap, di svantaggio, perché colpita da menomazione fisica temporanea o permanente, o psichica.
Handicap, se non sbaglio, nel mondo dell’ippica significa ostacolo. Beh, immaginate qlcu nella sedia a rotelle quanti ne trova sulla sua via.
Può riferirsi a persona piena di malanni (poliomielite, artrite, artrosi, sciatica, fratture, osteoporosi, ecc.). Insomma è pieno di accidenti, come una partitura musicale piena di diesis o bemolli, che non agevolano la lettura della musica ai poveri dilettanti come me.
Forse porebbe somigliare a “incidentato”, coivolto in un incidente stradale, Dio ne scampi. Malridotto, inchiodato a letto o in una carrozzella.
Sinonimo: acciuppenéte
Accenechéte agg. = Concentrato, assorto
Quando qlcu è così assorto nei suoi pensieri, o intento ad eseguire un difficile lavoro manuale, dicesi che sté accenechéte = è assorbito, preso, immerso, raccolto. Si può usare anche l’agg. ‘ngenechéte.
Credo che questo stato, detto ‘ngecalènze. Ossia uno stato di cecità mentale che non consente di vedere altro che l’opera cui si è intenti.
Grazie al lettore che si firma Muzio Scevola per il gradito suggerimento.
Acciuppenéte agg. = Paralizzato
L’aggettivo si riferisce a persone che non possono muoversi autonomamente, e vivono purtroppo sempre a letto o sulla sedia a rotelle.
Sògreme sté acceppenéte ‘nda ‘nu ljitte e ce so’ japjirte i chjéje! = Mia suocera è immobile in un letto e le si sono aperte le piaghe da decubito.
Probabilmente il termine viene da ceppöne = ceppo, quindi fermo e immobile come un ceppo.
Deriva dal verbo acciuppenàrece= diventare come un ceppo, duro e immobile.
Affabböte agg. = Analfabeta
Che non sa leggere e scrivere.
La “a” iniziale è un prefisso di origine greca (alfa privativo) col valore di negazione, mancanza, privazione (per esempio: atonale, amorale, analcolico, atermico, ecc.).. Nell’alfabeto greco le prime due lettere si chiamano alfa e beta.
In questo caso, significa “che è mancante dell’A e della B”, ossia che non ha la facoltà di conoscere e usare la scrittura e la lettura.
Grazie a Dio la piaga dell’analfabetismo in Italia è del tutto scomparsa. Si è alfabetizzato tutto il Paese, ma ciò non significa che si sono eliminati gli illetterati. Molti credono che il congiuntivo sia una malattia degli occhi. Tra questi molti inserisco anche uomini politici….
Non voglio fare un discorso importante sulle cause dell’analfabetismo. Dico solo che mio padre imparò a leggere e scrivere (e gli piaceva, oh come gli piaceva) a 40 anni suonati, frequentando le scuole serali per lavoratori.
Affaréte agg. = Impegnato
Che ha un impegno o molti impegni, occupato.
Insomma qlcu è impegnato nei suoi affari così intensamente da non aver tempo per le normali relazioni sociali.
Sté’ffaréte ‘na perzöne! = E’ impegnatissimo lui (e non dà retta a noialtri)