Accadènte
Accadènte agg. = Appropriato
Che cade a proposito, adatto, opportuno, azzeccato, attinente.
Per il contrario esiste scucchiande
Accadènte agg. = Appropriato
Che cade a proposito, adatto, opportuno, azzeccato, attinente.
Per il contrario esiste scucchiande
Accenechéte agg. = Concentrato, assorto
Quando qlcu è così assorto nei suoi pensieri, o intento ad eseguire un difficile lavoro manuale, dicesi che sté accenechéte = è assorbito, preso, immerso, raccolto. Si può usare anche l’agg. ‘ngenechéte.
Credo che questo stato, detto ‘ngecalènze. Ossia uno stato di cecità mentale che non consente di vedere altro che l’opera cui si è intenti.
Grazie al lettore che si firma Muzio Scevola per il gradito suggerimento.
Acciuppenéte agg. = Paralizzato
L’aggettivo si riferisce a persone che non possono muoversi autonomamente, e vivono purtroppo sempre a letto o sulla sedia a rotelle.
Sògreme sté acceppenéte ‘nda ‘nu ljitte e ce so’ japjirte i chjéje! = Mia suocera è immobile in un letto e le si sono aperte le piaghe da decubito.
Probabilmente il termine viene da ceppöne = ceppo, quindi fermo e immobile come un ceppo.
Deriva dal verbo acciuppenàrece= diventare come un ceppo, duro e immobile.
Affaréte agg. = Impegnato
Che ha un impegno o molti impegni, occupato.
Insomma qlcu è impegnato nei suoi affari così intensamente da non aver tempo per le normali relazioni sociali.
Sté’ffaréte ‘na perzöne! = E’ impegnatissimo lui (e non dà retta a noialtri)
Aggraccéte agg. = Aggrinzito
Corrugato, increspato, arricciato.
L’aggettivo si riferisce, per esempio, all’aspetto della pelle delle mani, quando si tengono a lungo in acqua.
Anche a quello che assumono le bucce delle fave quando sono state a lungo a bagno prima della cottura (i féfe aggraccéte = le fave aggrinzite).
Calza bene anche a una stoffa sgualcita, spiegazzata, stropicciata, che necessita di stiratura.
Statte attjinde! Purte u cavezöne aggraccéte = Sta attento, indossi il pantalone aggrinzito (che necessita di stiratura).
Allammèrse agg. = Inverso
Contrario, opposto; rovesciato, capovolto.
Si usa nella locuzione all’ammèrse = alla (maniera) inversa.
Jüje düche ‘na cöse e tó capisce all’ammèrse. = Io dico una cosa e tu capisco al contrario