Sciàcque

Sciàcque agg. = Guasto

Specificamente si riferisce a uova “scadute”, ossia deposte da molto tempo, riconoscibili dal rumore acquoso che emettono agitandole energicamente, come quando si sciacqua una bottiglia.

Forse il fatto delle uova “sciacque” deriva proprio da questa empirica azione di controllo che le nostre nonne eseguivano prima di acquistarle.

Luciè, nen me dànne l’öve sciàcque! = Lucietta, non mi vendere le uova scadute!

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Sciapüte

Sciapüte agg. = Insipido, privo di sapore

Riferito specialmente a vivanda preparata accidentalmente con poco sale, quindi con poco sapore.

Può applicarsi anche a persona insulsa, melensa, sciocca.

Quèdda Giuannüne jì proprje ‘na uagnöna sciapüte = La Giovannina è proprio una ragazza sciocca.

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Sciufféte

Sciufféte agg. = Scarmigliato, trasandato

Senza offesa per nessuno: l’aggettivo è tipicamente al femminile perché descrive una donna molto trascurata nel vestire, nel pettinarsi, nel…lavarsi.

Insomma che è sciatta, scomposta, malmessa, sregolata, ecc.

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Screscendéte

Screscendéte agg. = Lievitato eccessivamente

Le nostre nonne che facevano il pane in casa sapevano perfettamente i tempi di lievitazione. Tuttavia poteva capitare che per l’eccessiva temperatura al di fuori della massa impastata, la lievitazione andasse fuori misura.

Il pane non era di buona qualità perché assumeva gli odori degli enzimi del lievito: insomma puzzava un poco. Ma anche questo, così come quello azzimo per scarsa lievitazione, si mangiava lo stesso.

Per similitudine si attribuiva questo aggettivo a qlcu troppo obeso.

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Scurdarjille

Scurdarjille agg. e s.m. = Obliante, dimenticante

Si attribuisce questo aggettivo a qlcu dalla memoria labile, che facilmente dimentica gli impegni o altre cosa importanti da tenere a mente.

Che t’u düche a fé ca tó sì scurdarjille? = Che te lo dico a fare, dato che tu sei di memoria labile?

Il sostantivo designa una persona soggetta a frequenti dimenticanze.

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Scuscenéte

Scuscenéte agg. = Sformato

Si attribuisce a oggetto che ha perduto la sua forma originale, che si è deformato per effetto di traumi o di peso.

Credo che la radice sia cuscino con il prefisso -s dal valore privativo negativo: come formato e sformato, fortunato e sfortunato.

Quindi, secondo me, e correggetemi se sbaglio, l’aggettivo significa sformato, deformato.

Particolarmente calzante se si riferisce a guanciali, cuscini, materassi, contenitori di cartone deformati, etc.

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