Raspulènde

Raspulènde agg. = Ruvido

Non uniforme al tatto, irregolare, rugoso, scabroso.

Che féje pe ’sti méne raspulènde? Mìttete ‘na zènne de come! = Che fai con queste mani ruvide? Mettiti un po’ di crema!

Agghje mangéte ‘nu cachìzze ca m’ho lasséte a lènghe tutta raspulènde
= Ho mangiato un loto che mi ha lasciato la lingua tutta ruvida (perché il frutto non era non maturo)

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Rattüse

Rattüse agg. = Lascivo

Licenzioso, lussurioso, impudico, che vive di pornografia.

In cima ai loro pensieri c’è solo il sesso.

Non capiscono che la vita è fatta di tante realtà, tra le quali c’è anche di sesso.

Sono per esempio i guardoni che d’estate vanno alla spiaggia a mangiarsi con gli occhi le ragazze. Non sono capaci di attaccare discorso come una persona normale. “Io con quella ragazza farei questo, farei quello…” ma alla fine non fanno nulla.

I soggetti rattüse si vantano, e qui bisogna fare molte riserve, di essere dotati sessualmente, e di avere un’attività erotica intensa.

Attenzione. Chi si vanta di queste cose jì tutte füme e njìnde arróste.

Il volpigno invece sa tacere.

Insomma sono esseri schifosi, viscidi, vermi luridi e vigliacchi.

Per oggi basta…se no me mètte a sfelé ‘a cröne = altrimenti mi metto a sgranare la corona del rosario, ad elencare una sfilza di improperi.

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Recchjöne

Recchjöne agg. e s.m. = Omosessuale, pederasta

Ha una valenza negativa, retaggio degli anni passati.

Oggi si dice gay, che in inglese significa allegro, disinvolto. La parola nascerebbe come acronimo di Good As You (G.A.Y.), cioè “buono/valido quanto te”.

Se qualcuno mostra tendenze omosessuali non desta più ostracismo come nel secolo scorso. La civiltà, la maturità raggiunta suggerisce che i gusti sessuali dei gay devono prescindere dalla sua persona, dalla sua cultura e dalla sua intelligenza: insomma se uno è recchjöne, i suoi gusti sessuali riguardano solo lui.

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Refalde

Refalde agg. = Lercio, sciatto

Per lo più riferito, al femminile, a donna sporcacciona, trascurata, lurida, che non ha cura né della casa né di se stessa.

Le conseguenze della sua sozzura balzano evidenti agli occhi e sopratutto al naso degli astanti.

Sin. Muffarde

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Rembambüte

Rembambüte agg. e s.m. = Rincitrullito, rimbambito

Che, o chi ha perso la capacità di ragionare, a causa dell’età avanzata.

È triste sentir dire questo termine contro una persona anziana…Purtroppo l’Alzheimer quando arriva prescinde da qls distinzione. Domani potrebbe colpire me o te, a caso.

La malattia colpisce la memoria e le funzioni cognitive, si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare. La persona affetta dal morbo manifesta stati di confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.

Rivolta ad un soggetto non anziano l’aggettivo è offensivo perché attribuisce a corta intelligenza un semplice atteggiamento di incertezza.

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Rìcche-Pelöne

Rìcche-Pelöne agg. e s.m. = Ricco sfondato

Il nome Pelöne = Epulone proviene dalla famosa parabola di Gesù e raccontata nel Vangelo di Luca (Cap.16, versetti dal 19 al 31). È anche conosciuta come la Parabola del Ricco e del mendicante Lazzaro.

L’uomo ricco tradizionalmente è chiamato Epulone nella Vulgata, la traduzione latina del brano e dell’intera Bibbia. Infatti in latino Epulònem, proviene da èpulae= vivande, e èpulum, banchetto.

La definizione si addice a qlcu che fa lo sbruffone, comportandosi da prodigo, o anche a chi è ricco davvero ma si comporta da egoista.

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