Pàcce

Pàcce agg. e s.inv. = Pazzo

Che ha perduto la ragione.

Assì pacce = Diventare pazzo, psicopatico, impazzire.

Mo me fazze pegghjé da pacce = Agisco come un folle, in modo che gli altri mi prendano per pazzo.

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Pachjìreche

Pachjìreche agg., sopr. = Con la chierica, chiericuto.

Pachjìreche o era un prete chiericuto, o uno che stava perdendo i capelli.

Rinomata cantina affollata dagli intenditori per la buona qualità del vino ivi venduto.

Aveva il banco di mescita per la vendita al minuto del vino sfuso, e alcuni tavolini ove gli avventori affezionati andavano a giocarsi al tressette o a scopa un’abbondante bevuta di vino rosso cerasuolo.

Per apprezzare la qualità del vino, quasi tutti i clienti partivano dalle loro case con in tasca un bel biscotto al finochietto ( ‘nu scavetatjille).

Prima ne sgranocchiavano un pezzetto, in modo che la bocca richiedesse un primo bicchiere.
Poi intingevano un altro pezzo nel secondo bicchiere per farlo inzuppare.
Se uno era attento si faceva durare il tarallo fino al quinto bicchiere.

E poi il canto polifonico veniva da sé.

Siccome era sempre ben affollata, se qualcuno passava lì davanti la sera, sentiva il gran vociare degli avventori avvinazzati.

Era sinonimo di chiasso, strepito. Se in casa c’era un po’ di baccano, il papà per zittire la marmarglia, urlava: e che hamme fàtte aqquà, ‘a candüne de Pachjireche = E che abbiamo fatto quì, la cantina di Pachjìreche?

Era così ben individuata che c’era questo motto in bocca ai paesani: ” ‘A candüne de Pachjìreche? ‘Nu càzze, ‘nu pìppete e ‘ni chitemmùrte!” = La cantina di P.? Un turpiloquio, un peto e una sonora bestemmia..

Tutto un ricco programma per i beoni…

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Pastròzzele

Pastròzzele s.f. = Trasandata

L’aggettivo è rivolto specialmente a certe donne che non curano né la propria persona, né la loro casa.
Sinonimo del notissimo aggettivo muffàrde.

Sono quindi trasandate, malvestite, maleodoranti, arruffone, ecc.

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Pruffidjüse

Pruffidjüse agg., s.m. = Contestatore

Puntiglioso, testardo, cocciuto, che mostra ostinazione, caparbietà per partito preso.

Al femminile suona: pruffedjöse

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Punjüse

Punjüse agg. = Puntiglioso

Che mostra sempre ostinazione, caparbietà, contestazione per partito preso.

Difficilmente cambia parere, convinto della bontà delle proprie scelte o opinioni.

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Quàccheccöse

Quàcchecöse agg. = Qualcosa, Squisito

Pronunciato staccato significa “qualche cosa”, “qualcosa”:
Attjinde, avèsse da capeté quàcche cöse! = Attento, dovesse capitare qualche cosa (di spiacevole).

Pronunciato tutto d’un fiato, è un bell’aggettivo qualificativo: per la lodata stringatezza del nostro dialetto, sintetizza le eccellenti qualità qlco.

Ed esempio decanta la qualità di un vino, la gradevolezza di uno spettacolo, il gusto di un maricaretto, l’eleganza di un vestito, ecc.

Va vüte ‘u tiétre stasöre, fànne ‘na cummèdje ‘ndialètte ca jì quacchecöse! = Vai a teatro stasera, danno una commedia in diletto che è spassosissima. Come dire che è qualcosa di eccezionale.

Ziàneme m’ho fatte assapré ‘na ciambòtte ca jöve quacchecöse! =Mia zia mi ha fatto asaporare una zuppa di pesce che era qualcosa di sublime.

Assàgge ’stu resòlje: jì ‘na quaccheccöse! = Assaggia questo liquore (fatto in casa): è squisito.

Agghje mangéte ‘u geléte de Tumasüne: jì pròprje quaccheccöse! = Ho mangiato il gelato di Tommasino: è gustoso (o prelibato, ghiotto, delizioso, gradevole, ottimo, a scelta, tanto è veramente buono)

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