A Salvatore

Salvatöre, salvamónne,
salv’a mmè che stéche ‘nfónne;

Salvatòre salva pranze,
la fatüje sèmbe scanze;

Quanne sté ‘u megghje pranze
Salvatöre scappe annànze.

Salvatore, salva-mondo, salva me che sto a fondo (per carenza di moneta); Salvatore, salva pranzo, la fatica sempre scansa; Quando c’è il miglior pranzo, Salvatore corre innanzi (è il primo ad arrivare).

Ringrazio la lettrice m.pia75 per il divertente suo apporto.

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3 commenti

  1. m.pia75 22 novembre, 2009 4:22 pm

    Giro i ringraziamenti a mio marito francesco,perchè è lui che la sa e me l’ha insegnata.Pur essendo foggiana,sono legatissima a manfredonia,perchè andando a mare a siponto da quando sono nata,la conosco benissimo e la amo,tanto è vero che ho sposato un sipontino doc.Mi sento mezza sipontina anche io!

  2. Sator 27 novembre, 2009 3:47 pm

    pur chiamandomi Salvatore non l’avevo mai sentita. :-)

  3. m.pia75 30 novembre, 2009 9:09 am

    Mio marito la sentì da un suo prof della Perotto,che la diceva ad un alunno che si chiamava appunto così.Che l’abbia inventata lui?O forse non è un detto propriamente sipontino ma “importato” da chissà dove.

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