Sendenzjé
Sendenzjé v.t. = Maledire
Si può usare anche la locuzione Mené ‘a sendènzje = Lanciare una maledizione, invocare la cattiva sorte sulla testa di un avversario.
Si sendènzje non a caso. Ovviamente la maledizione è mirata contro qlcu che si è comportato molto male verso colui che, per reazione, lancia la sendènze.
Praticamente gli augura tante ‘belle cose’: rovina, disdetta, calamità, disgrazia, iattura, abominazione, ecc. ecc. Magari specificamente si predice il genere di guai che, di volta in volta, si sceglie per la rovina del contendente…
L’ho menéte ‘e sendènzje ca ce uà da vènne ‘a chése = Gli ha lanciato una maledizione (a causa della quale) deve vendersi la casa (per tamponare le conseguenze dei numerosi guai che gli capitaranno inevitabilmente a breve).
Secondo le antiche credenze (nel senso di credo) le sentenze mandate dagli “stremati” si realizzano entro tre giorni.
Gli “stremati” sarebbero coloro che hanno ricevuto l’estrema unzione ma poi non hanno reso l’anima e si sono rialzati sani dal letto di morte.
Perciò è pericoloso litigare con uno di questi streméte perché se ti mandano una sentenza, questa si realizza entro il terzo giorno.
Brrr!
Grazie Lino per lo spunto che mi hai dato: vado a elaborare i verbi stremé e stremàrece.
[...] essendo stato a un passo dalla morte, ha acquisito poteri particolari: guai se si metteva a sendenzjé e guai a colui che si buscava una sua sendènze! Condividi [...]