Sciasciòsce

Sciasciòsce s.f. = Prozia

Indica la sorella del nonno o della nonna che, nelle famiglie patriarcali di una volta, rimasta zitella o vedova senza figli, veniva accolta in casa di un/una nipote.

Quindi era una zia per i genitori e una prozia per i figli.

La brava donna non voleva sembrare un sovrappeso e perciò si rendeva utile all’andamento della casa, offrendosi di stirare o di badare alla cucina o ai nipotini.

Quasi sempre era una figura positiva. Dolce e simpatica, prudente e riservata, poche parole e molti fatti. Soprattutto non interferiva mai nei fatti dei coniugi che la ospitavano.

Non esiste il termine corrispondente al maschile.

Condividi su:
  • Facebook
  • MySpace

2 commenti

  1. Sator 7 febbraio, 2010 8:13 pm

    Con questa parola c’era un gioco di parole, quasi uno scioglilingua che diceva così:
    Sciasciò, a scìtte o a scètte a sciòtte?

  2. Lino Brunetti 7 febbraio, 2010 9:00 pm

    Nelle famiglie di una volta, quelle con dieci o quindici figli, c’era una grande differenza d’età tra il primogenito e gli ultimi nati, non solo, se la mamma era quasi sempre incinta, le sorelle prime nate erano quelle che si occupavano della casa e dei fratellini.
    Se il primo nato era una femmina, questa era una seconda mamma per tutti e, per rispetto, veniva chiamata sciasciòsce. Spesso capitava che, per rendersi utile e gestire la casa, sciasciòsce rimaneva zitella e continuava ad essere rispettata ed amata anche dai nipoti che continuavano a chiamarla sciasciòsce.
    Giustamente, come è riportato alla voce tatòcce, il primogenito maschile era così chiamato.

Lascia il tuo commento>

Il tuo indirizzo e-mail non sarà visibile, Non temere.