Sciarabbàlle
Sciarabbàlle s.m. = Calesse.
Calesse leggero a trazione animale, munito di un’ampia “capote” a mantice ripiegabile, per riparare il conducente dal sole o dalle intemperie.
Era dotato anche di una coppia di freni, detta ” ‘a martellüne” azionata dal posto di guida con un’unica leva laterale.
I ceppi stringevano dall’esterno i cerchioni e rallentavano la corsa. Usato solo in discesa per evitare che il peso del calesse spingesse il cavallo in avanti e lo facesse cadere.
Il termine sciarabàlle identifica un veicolo a due ruote – a Napoli lo chiamano anche ‘O ri’rote = il (carro) a due ruote – non è altro che la trascrizione fonetica, con lieve distorsione dovuta all’ignoranza del popolino, del francese “Char-à-bancs”, che in francese si legge “sciarabbànc” cioè “carro dotato di sedili a panca”.
Si usava per spostarsi dal paese alla campagna, o da una masseria all’altra.
Ovviamente era solo alla portata dei proprietari terrieri o dei mediatori per i loro commerci.
[...] la mietitrice di un coltivatore, tale Nicola Ficone, che veniva a prelevarci a Manfredonia col suo sciarabbàlle. Condividi [...]