Zìnghere e maste d’àsce, niscjüne fé ‘na buffetta lìsce
Zingari e maestri d’ascia, nessuno fa una credenza liscia.
Liscia è intesa qui come fatta a regola d’arte.
Succede questo perché né gli zingari – fabbri, stagnini e falegnami improvvisati – né i maestri d’ascia, che trattano benissimo il legno solo quando costruiscono barche o carretti, saranno capaci di confezionare un mobile da cucina, che deve essere ben rifinito.
Morale: lascia che ognuno faccia il proprio mestiere. Gli improvvisati sono chiamati ‘uastamestjire = guastamestieri, ammesso che così si possa dire in italiano corretto.
Nota linguistica.
Il sostantivo francese “buffet”, invariabile, è entrato in lingua italiana con diversi significati: oltre a quello di credenza, dispensa, come in questo caso, è inteso anche come pasto freddo. rinfresco, ricevimento, ristorante, bar, caffè.
In dialetto è usato al femminile ‘a buffette per indicare il mobile da cucina.
Siccome è seguito dall’aggettivo la desinenza si tramuta in “a”.
Alcuni esempi di questa regola grammaticale che riguarda i sostantivi femminili:
‘a röse = la rosa; ‘a rösa giàlle = la rosa gialle.
‘a méne = la mano; ‘a ména lònghe = la mano lunga.
‘a barche = la barca; ‘a bàrca növe = la barca nuova.
ecc. ecc.
Complimenti per il sito, sono a Perugia e spesso per nostalgia lo visito volentieri. Se non ricordo male a buffetta non è il mobile ma il tavolo da cucina spesso usato per preparare il cibo ma anche per consumarlo, per questo doveva essere liscia.
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