Vàtte fé ‘na pòmpe!
Vatti a fare un clistere!
Era un’esortazione rivolta ad un interlocutore importuno per sollecitarlo ad avere cura della sua persona, cioè ad andare a farsi una ricca peretta (un clistere), a vantaggio della sua salute…..Insomma un eufemismo per dire vaffa…
Quest’espressione non viene più usata. Meno male, perché al giorno d’oggi, andare a farsi una “peretta-pera” e una “pompa-pompino” hanno assunto un altro significato!
C’è stato un periodo alla fine degli anni 60 inizio anni 70 in cui questa volgare espressione veniva utilizzata da tutti e in modo talmente continuo, da diventare fastidioso per le orecchie.
Figurati che quando andavamo a suonare per i matrimoni, durante l’esecuzione del noto motivo “When the Saints go marchin’in” c’era una risposta del coretto al cantante proprio con le parole di questo tormentone:
Oh, when the Saints… (vatte fé ‘na pompe..)
go marchin’ in… (vatte fé ‘na pòmpe…) ecc. ecc.
Meno male che tutto passa a questo mondo!
Ma davvero Tonino ?
Che roba…..
Sì, era proprio così.
A furia di imperversare le pompe non facevano più effetto: tutti si erano assuefatti. Non ci badava più nessuno.
Sono delle mode, dei tormentoni, come “Mo ce sfjike!“, “Cucchjire!” e “Sapóooo!” ecc.
Consultate su il manfredoniano i vari modi di dire già pubblicati: http://www.manfredoniano.com/2006/12/20/sorridiamo-sui-modi-di-dire-locali-1a-parte/;
http://www.manfredoniano.com/2007/01/19/sorridiamo-sui-modi-di-dire-locali-3a-parte/;
http://www.manfredoniano.com/2007/03/04/sorridiamo-sui-modi-di-dire-locali-4a-parte/;
http://www.manfredoniano.com/2007/03/12/sorridiamo-sui-modi-di-dire-locali-5a-parte/.
Ma si usa tantissimo anche adesso, in 20 anni di vita l’avrò sentito dire migliaia di volte. Sarà perchè appartengo al volgo