Ogne tjimbe arrüve
Ogni tempo arriva.
Questa massima popolare a carettere consolatorio, vuol incoraggiare qlcu inquieto per il suo futuro.
In italiano corrisponde a :ogni cosa a suo tempo.
Non preoccuparti eccessivamente, perché verrà un giorno in cui tutto troverà la giusta collocazione.
Anche come esortazione a saper aspettare l’annientamento dei propri antagonisti.
I Cinesi dicono che si siedono alla riva del fiume e aspettano di veder passare il cadavere del proprio nemico. Un po’ troppa pazienza ci vuole..ma ogne tjimbe arrüve!.
Ciao Tonino, sei instancabile nello scrivere, ed una fonte incredibile di detti e proverbi manfredoniani.
Ti dobbiamo nominare per la medaglia d’oro o al merito.
Ricordo un proverbio bavarese che dice più o meno così; Dai tempo al tempo, la ruota del mulino macina tutto.
Grazie, ogni vostro commento gratifica la mia fatica. Sapete che cammino sempre con un pezzo di carta e una matita in tasca?
Annoto tutte le parole dialettali “strane” che sento, altrimenti, data la mia età, le dimentico dopo dieci minuti….
Ma le cose della mia infanzia, meno male, quelle mi saltano vive dalla memoria a volte così impetuosamente che devo chiedere a mia moglie, la mia preziosissima e insostituibile collaboratrice, di metterle un po’ in ordine!
Buona lettura a tutti.
Ciao Tonino, poco fa stavo preparandomi la colazione, e tagliando una fetta di pane che è riuscita abbastanza grande, mi sono detto tra me; Madonne chè taccöne de pene!
Una parola dimenticata e così per caso mi ritorna in mente, Taccöne c’è l’hai già scritta?
Saluti Umberto.
sicuramente ha la stessa semantica del proverbio montanaro che cita:
“a pappul djce alla feve timp ce voel ma ti’a sgravuttè”
Io me lo ricordo cosi:
…… runne runne ije ha scie, ma t’agghia sravutté.
Andate a guardare il proverbio: (Decette ‘u pàppele ecc:)
caro Tonino è molto probabile che tale detto abbia avuto origine in sicilia o nel napoletano in quanto, come tu ben sai, da noi e a Monte S.Angelo prima di Manfredonia c’è stata la presenza e una forte influenza di questa gente.
Alla corte dei Borboni c’erano Funzionari napoletani e siciliani che bazzicavano la Daunia.
Pensiamo solo alla Dogana o alle Autorità portuali: ecco perché - facendo parte del Regno delle due Sicilie - troviamo molti termini o modi di dire in comune.
Vai a guardare in questo sito la parola stigghjöle: è usatissima a Palermo, distante da noi oltre 800 km.