Fertüne e cazze ‘ngüle: vjéte a chi l’éve

Fortuna e cazzo in culo: beato chi li ha!

Scherzosamente, ma con una punta di invidia, si evidenzia la sorte che è stata benigna verso gli altri.

Taluni si riferiscono alla fortuna, alla buona sorte; altri materialmente proprio ad un incontro ravvicinato di tipo sessuale: dipende dai soggetti che così si esprimono, sempre con un po’ di invidia, Beato chi li ha avuti entrambi o almeno uno solo dei due!

Beato/a può essere l’avversario in una partita a carte, il vincitore di un premio, colui che fa strage di cuori, un commerciante con florida attività, o chiunque altro che abbia avuto successo.

Il Detto nel Napoletano è lievemente diverso dal nostro. Infatti parla di sciorte = fortuna, buona sorte e di càvece nculo = calcio in culo, nel senso di spintarella, di raccomandazione. Anche questi elementi sono apprezzati da chi li riceve e invidiati agli altri che li prenderebbero volentieri se capitassero a loro.

In Campania il Detto è “pulito”. In Puglia è diventato un po’ volgarotto, ma decisamente più spiritoso, ironico, colorito e beffardo.

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3 commenti

  1. [...] lo dice in altro modo…. Condividi [...]

  2. raffaele 22 giugno, 2011 7:30 pm

    troppo forte!!!!!!!!!!!!

  3. [...] che tutti sono disposti a ricevere, metaforicamente s’intende, per il proprio tornaconto. Fertüne e cavece ngüle… Condividi [...]

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