U zùppe Fracchjaccöne scappöve annànze…

Lo zoppo Fracchiaccone correva avanti.

Era una specie di sfottò diretto verso qlcu che affrettandosi, forse volontariamente, non coordinava i suoi movimenti, e perdeva ridicolmente tempo a raccogliere cianfrusaglie non necessarie in un momento di emergenza.

Uì, mò ce arretüre ‘u zuppe Fracchjaccöne… = Eccolo, solo adesso si presenta lo zoppo Fracchiaccone…

Il manzoniano festina lente.

È solo il primo verso di un Detto in endecasillabi (ben ritmati, probabilmente facenti parte di una canzone il cui motivo si è perso negli anni) che descrive l’impresa impossibile di una banda di ladri scalcagnati:

‘U zùppe Fracchjaccöne scappöve annànze,
‘U cjiche lu mettèrene alla vedüte,
‘U sorde lu mettèrene alla sendüte.
L’öme senza vrazze cugghjöve i pöre
la fèmene alla nüte pegghjöve nzüne.

Lo zoppo Fracchiaccone correva avanti, il cieco lo misero in avvistamento, il sordo all’ascolto, l’uomo privo di braccia raccoglieva le pere (e dall’albero le lanciava giù), la donna ignuda le parava in grembo.
Chissà se continuava la storiella….

Quando ero piccolo, mi affascinava la donna nuda.
Ma non nel senso che credete voi, malepenzànde: avevo solo sei anni!

Mi chiedevo: ma come caspita faceva la poverina a prendere le pere lanciate dall’albero se non aveva la veste e nemmeno un grembiule per fare le parate?

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