Fa böne e scùrde, fa méle e pjinze
Alla lettera: fai bene e dimentica, fai male e pensa.
In italiano più corretto direi: Se fai del bene, dimenticalo, ma se fai del male pensaci, rammentalo perché ci devi porre rimedio al più presto.
Una regola di coscienza, di moralità, inculcata dai genitori ai propri figli fin dalla tenera età. Un valore che li forgiava per tutta la vita.
Oggi purtroppo pare che non esistano più i valori di sempre, viviamo in un mondo di puro egoismo, pronti a calpestare chicchessia per il proprio tornaconto. La coscienza? Che cos’èp questa sconosciuta?
Smetto di fare il moralista, altrimenti vengo preso per un bacchettone, o semplicemente frainteso. Io ora mi occupo del dialetto.
Mi vengono a mente i versi di una canzone napoletana degli anni ’20, intitolata “Canzone appassionata”:
…nce sta ‘nu ditte ca me dà raggione:
“fa bene e scorda, e si faje male, penza!”.
Pienzece buono, sì: te voglio bene,
te voglio bene e tu mme faje murì!
‘nza-nzà