Cìtte cìtte e scàzze ì trùne
Qusto proverbio calza con il corrispondente italiano “Acqua cheta logora i ponti”
Non ti fidare di coloro che sembrano calmi e tranquilli perché sanno tirar fuori qualità impensate.
Il soggetto citte-citte (zitto-zitto, silenzioso) schiaccia i tuoni.
È necessario spiegare alle nuove generazioni che ‘i trùne (i tuoni) in questo caso indicano dei petardi potenti (botte a muro) inesplosi.
Ebbene inaspettatamente il nostro soggetto li calpesta incurante del pericolo, mostrando coraggio e decisione.
Ovviamente si parla per metafora, come per dire, citte-citte e fé i fatte. Senza far strepito va al concreto.
Questo detto lo conoscevo nella versione “Bun bun ca scazz i trun” (buono buono che schiaccia i tuoni). Fa rima e “suona meglio” secondo me, ma il significato è comunque identico.
Credo che sia accettabile quello che dice Michelangelo, ossia: bùne bùne ca scàzze ‘i trùne. Il significato è sempre quello.
L’una o l’altra versione dipende dal parlante e dalla maniera in cui l’ha memorizzata.
Grazie!