Ch’jì mósce a mangé, jì mósce a fatjé

Chi è lento a mangiare, è lento a lavorare.

Questo proverbio, quando il lavoro manuale era davvero una “fatica”, voleva mettere in guardia il datore nello scegliere i dipendenti.

Difatti le persone pospiano, lente, impacciate, avrebbero ostacolato il regolare svolgimento dell’attività lavorativa rallentando il ritmo di produzione della squadra intera.

Esiste la variante: Ch’jì mósce a manjé, jì mósce fatjé, dove al posto di mangé = mangiare, qlcu pone manjé = maneggiare.

Mòsce
con l’accento grave è al femminile; mósce con l’accento acuto, quindi con pronuncia stretta della ó, è maschile e significa mogio, lento.

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