Che chjùve agghje mìsse alla cröce?
Quale chiodo ho messo alla croce?
È un’imprecazione contro la mala sorte, come per dire: quale nefandezza ho commesso per meritarmi queste tribolazioni?
Anticamente si riteneva che ogni contarietà era una ritorsione di Dio contro i peccatori, ignorando che Dio non è vendicativo ma amoroso come una mamma.
Quindi – dice il meschino – siccome io non ho messo alcun chiodo per crocifiggere Gesù, non merito questa sventura. Quale chiodo ho messo alla croce? Nessuno!
Anche Tosca, l’eroina Pucciniana, cantava di aver vivere d’arte e di amore, di non aver fatto male ad anima viva, e poi chiede rivolta al Signore: “..perché me ne rimuneri così?”
Sarebbe una bestemmia, ma Dio perdona l’espressione blasfema, umanamente comprensibile.