Addjì ca fé jàrre, addjì ca fé zàrre
I due termini jarre e zarre non hanno un loro proprio significato, perché sono associati in questo proverbio solo per la rima.
Il detto si cita per indicare una persona lunatica che a volta abbonda e a volte scarseggia nelle sue relazioni con il prossimo.
Talora è estroverso e talaltra è introverso. Ma anche in generosità e grettezza. Insomma due atteggiamenti in antitesi.
Per deduzione si può assegnare a jarre il significato di eccessivo e a jarre quello si scarso.
Io me lo ricordavo come:
“addji ca fe jarre, alla’ fe’ zarre…”
E’ una mia storpiatura?
Mi sono informato.
Se dico com’è nel titolo, specifico che lo sciagurato in un luogo fa lo sciupone, e in un altro luogo il taccagno, ossia due cose in antitesi eseguite in due luoghi diversi.
Simile al detto: Jàlle de chjàzze e tróvele de chése.
Invece, nel modo in cui lo ricorda Francio – che non è nello spirito di questo detto – sembra che le due cose debbano avvenire nello stesso luogo: dove hai scialato là vai a stringere la cinghia.
Un po’ come la cicala e la formica. Dove hai fatto l’estate vai a fare l’inverno.
Ma per questo c’è un altro proverbio che vado subito a pubblicare.
Grazie per le attenzioni dei lettori. È la finalità di questo lavoro, quello che io e Luigi cerchiamo!
Non abbiate timori a reprlicare: lo ripeto spesso: io esprimo le mie opinioni, di per sé sempre opinabili..