Addjì ca fé jàrre, addjì ca fé zàrre

I due termini jarre e zarre non hanno un loro proprio significato, perché sono associati in questo proverbio solo per la rima.

Il detto si cita per indicare una persona lunatica che a volta abbonda e a volte scarseggia nelle sue relazioni con il prossimo.

Talora è estroverso e talaltra è introverso. Ma anche in generosità e grettezza. Insomma due atteggiamenti in antitesi.

Per deduzione si può assegnare a jarre il significato di eccessivo e a jarre quello si scarso.

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2 commenti

  1. Francio 9 febbraio, 2009 9:37 am

    Io me lo ricordavo come:
    “addji ca fe jarre, alla’ fe’ zarre…”
    E’ una mia storpiatura?

  2. Tonino 9 febbraio, 2009 7:33 pm

    Mi sono informato.

    Se dico com’è nel titolo, specifico che lo sciagurato in un luogo fa lo sciupone, e in un altro luogo il taccagno, ossia due cose in antitesi eseguite in due luoghi diversi.

    Simile al detto: Jàlle de chjàzze e tróvele de chése.

    Invece, nel modo in cui lo ricorda Francio – che non è nello spirito di questo detto – sembra che le due cose debbano avvenire nello stesso luogo: dove hai scialato là vai a stringere la cinghia.

    Un po’ come la cicala e la formica. Dove hai fatto l’estate vai a fare l’inverno.

    Ma per questo c’è un altro proverbio che vado subito a pubblicare.

    Grazie per le attenzioni dei lettori. È la finalità di questo lavoro, quello che io e Luigi cerchiamo!

    Non abbiate timori a reprlicare: lo ripeto spesso: io esprimo le mie opinioni, di per sé sempre opinabili..

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