A chi dé, a chi combromètte
Alla lettera significa: a chi dà (percosse) e a chi coinvolge, compromette.
È la definizione di un tipo gradasso, borioso, smargiasso, presuntuoso, spaccone e rissoso (per oggi basta).
Insomma da tenerlo lontano perché facilmente coinvolge gli astanti nelle sua fanfaronate. Vuole essere sempre al centro dell’attenzione, nel bene, ma sopratutto nel male. Vuole sempre avere prepotentemente l’ultima parola perché si ritiene infallibile, il migliore.
[...] presènde rè-rè e a chi dé a chi combromètte = Arriva baldanzosamente e fa il [...]
In Abruzzo dicono che il tizio a chi mena (percosse) e a chi promette (ossia minaccia di bastonare).
Questa è la definizione che più spesso mi affibiava la madre di un mio amico di giochi, quando avevo tre o quattro anni, dopo che avevo pestato suo figlio mio coetaneo, che si chiamava “Masino”.
Tutte le volte mi andavo a nascondere sotto il mio lettino e tutte le volte lei mi veniva a prelevare, tra grida e rimproveri. Una volta la feci più grossa, lo colpii in testa col martello. Quella volta cambiai letto e non mi trovò.
La racconto perché oggi nessuno più farebbe come quella madre: lei si introduceva in casa mia senza bussare e senza chiedere permesso (a pianterreno), anche se casa mia era una sartoria. Quella volta che cambiai ricovero, in casa mia non c’era nessuno, la porta era aperta, ma lei andò lo stesso a guardare sotto il mio lettino!