Accarré ‘nanze pjite

Accarré ‘nanze pjite loc.id. = Travolgere

Trascinare con sé qlcu. o qlco., come, ad esempio, un fiume in piena che trascina tutto con sé. Quel nanze pjite mi fa immaginare la fuga precipitosa di un soggetto che non può evitare gli ostacoli posti nella sua corsa, ostacoli che vengono colpiti e travolti perché si trovano “davanti ai piedi”.

L’avverbio ‘nanze (o anche ‘nande) è una contrazione di annànze o annànde = innanzi, avanti, dinanzi
Il verbo accarré significa caricare sul carro e/o trasportare.

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Ngaccavüte

Ngaccavüte agg. = Sporco, sozzo

Che è sporco im maniera eccessiva, che reca tracce di sporcizia accumulata, che è incrostata di calcare o di sozzura. Puah!

Sta cavedére sté tutta ngaccavüte = Questo pentolone è oltremodo sporco. A proposito, mi viene a mente che per scrostare le pentole, al posto di Calinda o Vim in polvere non ancora inventate, le nostre mamme come abrasivo usavano la tufina (‘a frasciüme), biologica, naturale, gratuita e senza additivi chimici. Fine della regressione personale.

Quando si vede una persona scura di carnagione, si dice che è il suo colore è nìrje ngaccavute = nero incrostato, riarso, come quello del fondo delle padelle. Per carità. niente razzismo!

Presumo che il termine derivi da “cacca”.

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Ruzzelé alla casére

Ruzzelé alla casére loc.id. = Ritornare a bomba, in argomento, riproporre un progetto bocciato.

Era detto come rimprovero quando qlcu, facendo il finto tonto, ritornava su un’argomentazione, e/o a riformulare richieste che dovevano essere già state sviscerate e concluse da tempo.

E rùzzele alla casére! = E ritorni sempre alla caciaia (formaggiaia, deposito dei formaggi)!. Come per dire: “ma tu sempre qui stai”? Il termine casére è un “prestito linguistico” proveniente dall’Abruzzo.

Il discorso è un traslato e si riferisce ai cani dei pastori abruzzesi, che tassativamente dovevano stare alla larga dal formaggio, perché questo era destinato alla stagionatura e alla vendita.

Ogni volta che si avvicinavano al deposito i poveri cani erano scacciati a pietrate dai pastori! Tuttavia le bestiole, inebriate dall’odore del cacio, irrimediabilmente, dopo un ampio giro in circolo, vi ritornavano sperando di riceverne un pezzo.

Nulla mi vieta di pensare che la locuzione sia proprio di origine abruzzese, visto la simbiosi fra l’Abruzzo e la Puglia, dovuta alla secolare transumanza (pastorizia trasmigrante) fra queste due Regioni che apportò scambi linguistici, culturali, gastronomici, ecc.

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Ruzzelamjinde

Ruzzelamjinde s.m. = Borborigmo

Il borborigmo, (dal greco βορβορυγμός) nel campo medico, è il movimento sordo del gas all’interno dell’intestino, sia degli animali sia degli umani. Si tratta di brontolii, tintinnii e gorgoglii a livello gastrico, che normalmente non vengono uditi dagli individui se non in presenza di patologie. (da Wikipedia).

Quando diciamo ruzzelamjinde di solito aggiungiamo de cùrpe o de panze, magari per essere certi che gli astanti avessero capito bene l’origine del nostro disagio.

Il borborigmo sovente precede la scarica diarroica, così come il tuono precede il rovescio di pioggia. Non ridete perché questa è un accostamento serio e puramente scientifico.

Ruzzelamjinde eriva da ruzzelé, rivoltolare di liquidi in genere.

Nota linguistica: preferisco scrivere il segno -ji, la “i” dal suono lungo, come una contrazione dell’italiano ie (esempio: carabbenjire = carabiniere) e con il segno -ì la “i” dal suono corto (esempio ‘a quìnece/quindici)

Ringrazio la nonna del lettore Amilcare Renato per il suo suggerimento.

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Ruzzelé

Ruzzelé v.t. = Rivoltolare

Rivoltolare, far girare, rimestare un liquido. Ad esempio il caffè per facilitare lo scioglimento dello zucchero, o la pasta nella pentola per evitare che si attacchi, o il ragù, o i legumi.

Semplificando oggi si dice aggeré ‘a paste = rimestare i maccheroni durante l’ebollizione.

Con un termine un po’ più antico si diceva ruzzeljé, con lo stesso significato.

Ritengo che da questo verbo derivi da ruzzjille = cerchio, o piccola ruota usata come giocattolo.

Da non confondere con rucelé

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