Cambüsce

Cambüsce s.m. = Pascolo

Di solito si usa, addolcendo la consonante iniziale, come avviene i tutti i dialetti dell’Italia meridionale, pronunciare ‘ngambüsce. Esempio pjitte/mbjitte, cambagne/ngambagne, cjile/ngjile, ecc.

Mené ‘ngambüsce = Menare le pecore al pascolo.

Menàrece ‘ngambüsce = Uscire all’aperto, uscire presto di casa per raggiungere i campi. Difatti io penso che la parola derivi proprio da campo, campagna.

Una mattina, uscendo in bicicletta di buonora, sono stato apostrofato simpaticamente da un amico: Uhé, già te sì menéte ‘ngambüsce! = Ehi, già ti venuto fuori di casa (così presto)!

A chi dé, a chi combromètte

Alla lettera significa: a chi dà (percosse) e a chi coinvolge, compromette.

È la definizione di un tipo gradasso, borioso, smargiasso, presuntuoso, spaccone e rissoso (per oggi basta).

Insomma da tenerlo lontano perché facilmente coinvolge gli astanti nelle sua fanfaronate. Vuole essere sempre al centro dell’attenzione, nel bene, ma sopratutto nel male. Vuole sempre avere prepotentemente l’ultima parola perché si ritiene infallibile, il migliore.

Sbaljé

Sbaljé v.i. = Vaneggiare, farneticare, sragionare.

Azioni indotte da uno stato febbrile elevato, o anche da uno stato di shock.

‘A fröve ‘u sté facènne sbaljé = La febbre lo sta facendo vaneggiare.

Nella forma unica di verbo transitivo, sbaljé significa: scacciare, disperdere, dissolvere, riferito esclusivamento al sonno.

‘Nu trune stanotte m’ho fatte sbaljé ‘u sunne = Un tuono questa notte mi ha fatto passare il sonno, (mi ha svegliato e) mi ha dissolto il sonno.

Spedecené

Spedecené v.t. = Spiluccare

Il verbo spiluccare porta a pensare all’azione di togliere gli acini di uva dal grappolo e mangiarli direttamente.

Specificamente l’azione descritta da spedecené è differente: levare, ad esempio, i piccioli dai pomodori, o delle mele, o anche i filamenti di bisso dalle cozze prima di aprirle o di lessarle.

Insomma i ‘frutti’ hanno bisogno di una operazione successiva, non sono di uso immediato come nel caso dei chicchi dell’uva.

Alla lettera significa: lué i pedecjüne = togliere i peduncoli, i piccioli.

Spedeché

Spedeché v.t. = Distaccare separare

Questo verbo specificamente si riferisce all’azione di distaccare le cozze, una per una, dalla “treccia” dei vivai alla quale sono aggrappate.

È la prima operazione che le massaie compiono dopo averle acquistate per prepararle alla cottura. Successivamente le riscacquano, le privano dei peduncoli, ecc. Le operazioni sono lunghe, ma il risultato iripaga ampiamente.