Mullètte

Mullètte s.f. = Molletta

In termine italiano indica “pinze di piccole dimensioni per afferrare pezzetti di ghiaccio, zollette di zucchero; in partic. molle da focolare” (Sabatini-Coletti).

In dialetto mullètte indica due cse: quella per per afferrare tizzoni di carbone acceso, ma sopratutto la pinzette da bucato.

Angiolètte uà spànne i panne: ce vònne i mullètte = Angela deve stendere la biancheria lavata: occorrono le pinzette da bucato.

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Chjamjinde

Chjamjinde s.m. = Fenditura, giuntura, fuga

Si usa generalmente al plurale. Questo termine indica fra gli Artigiani l’interstizio tra due o più elemento omogenei (dello stesso tipo di materiale).

In edilizia, ad esempio, indica la fuga fra le piastrelle della pavimentazione o del rivestimento. Talora, mediante opportuni distanziatori, le fughe sono volute ed evidenziate da una colorazione più marcata per ottenere un gradevole effetto cromatico. Ora con termine tecnico preso dalla lingua italiana, si chiamano ‘i füghe = “le fughe”.

Chjamjinde sono anche le giunture “aperte” – questa volta indesiderate – fra le basole di pietra lavica di Corso Manfredi, causa di inconvenienti ai tacchi delle scarpe femminili…

Anche nei cantieri navali le giunture nelle assi di legno del fasciame sono chiamate chjamjinde.
Per quanto si montino il più possibile accostate, lo spazio tra di esse si può colmare solo con l’operazione di calafataggio.

Si riempiono le fessure con stoppa pressata e poi si ricoprono con bitume o pece in modo che lo scafo diventi impermeabile.

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La muffarde ‘a völe a chelöre, ‘a pulüte accüme la tröve

La donna sciattona, per riparare un indumento strappato, vuole una toppa dello stesso colore, e quella ordinata si adatta con quella che trova.

Muffarde è sinonimo di refalde, pastròzzele, sciaddöje, ‘ndèsce.

La prima, siccome non trova la toppa come vuole lei, NON esegue la riparazione necessaria. L’altra aggiusta l’indumento comunque.

Ovviamente si tratta di linguaggio figurato. Al giorno d’oggi nessuna persona penserebbe di indossare un indumento lacerato e rattoppato.

Insomma il Detto stigmatizza, coloro che trovano qls pretesto per NON fare nulla di utile e per contro esalta chi, nonostante tutto, si dà da fare per cercare una soluzione o completare un lavoro.

Ringrazio una persona giovane, Tonia Trimigno per avermi fornito lo spunto e una persona anziana per la corretta interpretazione del Detto.

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Fenèsce a fjite

Fenèsce a fjite loc.id. = Finire male, e fig. guastarsi, degenerare,

Alla lettera significa concludersi a puzza.

Un’avventura senza risultato, un affare andato a male, un progetto non realizzato, una discussione sfociata in rissa, un sodalizio spaccato, ecc.

Similmente si dice anche. ‘u fàtte ce affetìsce = Il fatto diventa puzzolente, prende una brutta piega.

A questo proposito vi rimando ad un gustoso raccontino del poeta locale Lino Nenna. Cliccate qui

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Pompe ‘u flìtte

Pompe ‘u flìtte s.f. = Nebulizzatore

Premessa indispensabile: il FLIT era un nome commerciale, forse un’abbreviazione di fly-tox = veleno per gli insetti volanti, prodotto dalla Esso, composto da petrolio e piretro. Veniva venduto il lattine con il tappo a vite, come il diluente per vernici. Il nome proprio è diventato nome comune, come biro, rimmel, eternit, terital, ecc.

La pompe ‘u flitte – chiamata dagli Americani “Flit gun” = canna/cannone per il Flit – era un attrezzo domestico per nebulizzare un qualsiasi insetticida liquido. (Clicca sull’immagine per ingrandirla).

Consisteva in un serbatoio contenente l’insetticida, ed un cilindro in cui scorreva la pompa manovrata a mano, come quella della bicicletta. Il getto d’aria usciva attraverso un forellino e risucchiava il flit dal serbatoio attraverso un tubicino che pescava nel liquido, posizionato a 90° dall’ugello dell’aria, e lo spargeva nebulizzato nel locale da liberare da mosche e zanzare.

Un passo avanti fu fatto negli anni 40. Per difendere dagli insetti e dai parassiti i soldati americani che combattevano nelle paludi furono rifornì di bombole spray che però erano grosse, pesanti e ingombranti.

Io ricordo che erano di colore nero, e che si trovavano facilmente sul mercato nero, sicuramente trafugate agli Alleati. Una volta aperte, a strappo, erogavano tutto il loro contenuto perché non avevano alcun pulsante d’arresto. Abbiamo poi scoperto che, per interromperne il getto, bastava capovolgere la bomboletta.

Dopo il boom delle bombolette spray, il cui gas di carica si è poi rivelato nocivo all’ambiente, si è fatto ricorso alla semplice aria compressa, come quella della pompe ‘u flitte

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