Fàveze

Fàveze agg. = Falso

Riferito ad oggetti: finto, fasullo, contraffatto, falsificato, copiato, imitato.

Stàteve attjinde ca stànne i solde fàveze = State attenti ché circolano banconote false.

Riferito a persona: bugiardo, ingannatore, commediante, ipocrita, simulatore. In maniera esagerata dicesi: favezöne.

Sinonimo: tranganére

Favezöne

Favezöne agg. e s.m. = Insincero

Comportamento falso, menzognero, ipocrita, dissimulatore.

Persona che agisce falsamente.

Làsselu pèrde ca códde jì ‘nu favezöne = Lascialo perdere, ché costui è un menzognero.

Manuèlle

Manuèlle s.f. = Mandorla acerba

Presumo che derivi dalla contrazione di “mandorla e novella”.

Ha un nome specifico perché noi Pugliesi la mangiamo con tutto il mallo, quando il guscio non ha iniziato la fase di indurimento e il seme - detto “frutto” - è ancora acquoso e dolciastro.

Per evitare fastidiosi mal di pancia se ne sconsiglia un uso esagerato.

Insomma la mènele, quantunque acerba, viene assalita sul ramo prima di crescere completamente.

Varrüle

Varrüle s.m. = Barile

Recipiente cilindrico, bombato al centro, formato da doghe di legno usato anticamente per il trasporto di liquidi (principalmente vino, o acqua, ma anche olio, o birra) usato spesso in tandem, ossia in coppia, e legati ai due lati del basto di un somaro.

Il fabbricante di botti e barili si chiamava varlére.

Nel Regno delle due Sicilie il barile era unità di misura equivalente a litri 43,625030. Ma esistevano anche recipienti di capacità inferiore usati per usi non commerciali. Ho visto in Germania barili di questa capacità sul bancone della birreria da cui attingevano i loro boccali da litro, e sostituiti man mano che si svuotavano da altri barili posti al fresco nella sottostante cella.

Dalle nostre parti il barile da sella aveva una capacità di circa 16 litri (così diceva mia nonna, classe 1880, moglie del curàtolo del Barone Cessa). Raccontava - scusate la divagazione, ma è un aneddoto molto divertente di cui era stata testimone - che il figlio del Barone Cessa, con un barile pieno di vino fresco legato sulla sella del suo cavallo, raggiunse nel campo i mietitori, impegnati a falciare il grano, per portare loro un refrigerio nella calda giornata di luglio.

Uno dei lavoratori un po’ più sfacciato, lasciò la falce e chiese al Signorino se poteva fare “una sorsata” direttamente dal barile. Il Barone gli diede via libera. Il tizio, calò il barile dal cavallo, ne tolse il tappo di legno, lo accostò alla bocca riarsa, sorreggendolo con le due mani, e bevve a suo piacimento.

Quando pensò di aver bevuto abbastanza posò il barile per terra in posizione verticale!….e dal foro centrale non uscì nemmeno una goccia di vino perché il disgraziato aveva bevuto più della metà del suo contenuto!, ossia circa otto litri! Tutti rimasero allibiti, di sasso. Risata generale. Non so se poi costui abbia continuato a menare la falce quel giorno!

Prima dell’avvento del sistema metrico decimale imposto con l’unità d’Italia si usava il barile, il cui corrispondente in litri era molto diverso da città a città.

Attualmente viene usato nelle transazioni commerciale del petrolio greggio ed è pari a 42 galloni USA ovvero a 158,987294928 litri.

Vedi Ortografia e Fonologia
sulla home page.Curiosità linguistica: se diciamo “due barili”, pronunciamo düje varrüle. Ma se vogliamo indicarne uno solo cambia la consonante iniziale: ‘u uarrüle. Così tutte le parole che iniziano per “v”. So che questo fenomeno fonetico ha un nome, ma adesso non lo ricordo.

Caràffe

Caràffe s.f. = Caraffa, boccale, brocca.

Oltre al significato di recipiente per liquidi, come vuchéle, la caraffe era unità di misura nel Regno delle due Sicilie usata fino all’avvento dell’unità d’Italia nel 1860.

Guardate le notizie le ho trovate in rete:

Caraffa: Antica unità di misura di capacità per i liquidi, in uso nel Napoletano. Era di due tipi: caraffa di botte e caraffa di vendita al minuto.
La caraffa di botte, utilizzata nei traffici mercantili, era corrispondente a:

* 0,7270266 litri, dal 1480 al 1811;
* 0,7270270 litri, dal 1811 (giusta legge del 19 maggio) al 1840;
* 0,7270838 litri (= 0,725539 Kg. di acqua distillata), dallo gennaio 1841.

La caraffa di vendita minuto, usata nel commercio minuto valeva:

* 0,6609333 litri, dal 1480 al 1811;
* 0,6604190 litri, dal 1811 al 1840;
* 0,6609853 litri, dal gennaio 1841.

La legge del 6 aprile 1840 stabilì che 60 caraffe di botte o 66 caraffe di vendita a minuto costituivano un barile (di vino o di acquavite). Nella nostra città, la caraffa era utilizzata come unità di misura di capacità per il vino e valeva 0,7277029 litri (= 0,7261627 chilogrammi).

Più o meno quanto l’attuale capacità delle bottiglie bordolesi e renane usate per i vini DOC.