Oh, püle-pelòsce, e la pèlle de zja Nannïne ca cj’ammòsce!

Oh, püle-pelòsce, e la pelle de zia Annina che si affloscia!

Si tratta di una canzonatura in rima.

Ossia, puoi dire ciò che vuoi contro di me, tanto non mi colpisci più di tanto.

Condividi su:
  • Facebook

Se tutt’i chernute purtàssene ‘u lambjöne, mammamöje che ‘llumenazzjöne!

Se tutti i cornuti portassero il lampione, mamma mia che illuminazione ci sarebbe!

Un fenomeno, quello delle corna, diffuso da tempo immemorabile.

Condividi su:
  • Facebook

Quànne la vòcche jéle, la vüte pöche véle

Quando la bocca sbadiglia la vita poco vale.

E’ un segno di scarsa salute o scarsa voglia di lavorare.

Sarà vero?

Condividi su:
  • Facebook

Quànne vòtte ‘a tramundéne, düre tre jurne o na setteméne

Quando soffia la tramontana dura tre giorni o una settimana.

Erano le previsioni del tempo marinaresche.

Condividi su:
  • Facebook

Tazze e cucchiére

Tazze e cucchiére loc.id. = Inseparabili

Traduzione letterale: tazza e cucchiaio.

Si dice quando due persone sono indivisibili, complici, adatte l’una all’altra.

Si direbbe in lingua italiana con espressione derivata dal romanesco: “culo e camicia”.

‘I vüte a löre! Tazze e cucchére = Eccoli, sempre assieme, complici nelle loro malefatte.

Condividi su:
  • Facebook