Paliatöne

Paliatöne s.m. = Scarica di percosse

Sinonimi:

Pandummüne = Azione movimentata con percosse finali (da pantomima?)
Mazzjatöne, Frechéte de mazzéte = Scarica di legnate (mazze)
Scàreche de taccaréte = Gragnuola di bastonate (taccarjìlle = corto e robusto bastone per pestare le spighe)
Abbuttéte de fàcce = Gonfiata di faccia (per i pugni)
Stengenéte de cùste = Incrinatura di costole
Menéte de şkaffe = Scarica di schiaffi, de Recchjéle
, (verbo transitivo = şkaffjé)
Menéte de Cazzuttüne = Gragnola di pugni

Altri tipi di percosse inflitte:

A botte de ratavjille = a colpi di ramazza.
Era il deterrente migliore che usavano le mamme per domare le piccole pesti della famiglia.
Il rataviello era la mazza per lavare a terra, non l’attuale morbido mocio vileda, ma un pesante spazzolone di legno che spesso produceva grossi bernoccoli.

A botte de chianjille = a colpi di ciabatta.
Altro valido mezzo aereo che serviva per colpire, in genere alla schiena, le simpatiche canaglie in fuga. Il lancio dei chianjille (ciabatte in genere pesanti e…precise) veniva preceduto da urla tipo: ca’ te vònn’acciüde, ca’ te vònna sparé, stù böje, stù malazziunande.. ecc. = Che ti possano uccidere, che ti vogliano sparare, questo boia, dedito alle cattive azioni.

A botte de zùcchele = A colpi di zoccoli
Questo è un sistema davvero sconsigliabile da usare, in quanto è seguito in genere da una corsa in ospedale per mettere i punti di sutura a una testa spaccata.

Sono termini molto più immediati ed efficaci dei corrispondenti in lingua! (busse, percosse, botte). Ne esci sempre molto malconcio, ma….. vuoi mettere?

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Sburratüre

Sburratüre s.f. = Sperma

Liquido seminale, seme maschile.

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Gràsce

Gràsce s.f. = Abbondanza

Abbondanza di cibo o di altro.

Quando si vuole evidenziare che non sempre è bene avere più del necessario, si usa dire ai propri figli: ” ‘A grascja-putténe!..“. = L’abbondanza puttana!

Ossia, è l’abbondanza maledetta che vi fa diventare viziosi. e percio con voi si comporta malissimo, come una donnaccia: se ci fosse stata la carestia, tante storie ora non si sarebbero fatte!

Mia madre sentenzia che “la mangiatöre jì vàsce!” = La mangiatoia è bassa, si raggiungere senza fatica, non vi costa sacrifici, e perciò non apprezzate quello che vi viene offerto.

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Nannùrche

Nannurche s.m. = Orco.

Nannùrche era lo spauracchio che le nostre mamme ci paventavano per indurci a stare buoni.

Ce lo descrivevano come un cannibale che mangiava i bambini e che era dotato anche di una voce bestiale.

Se qualcuno alzava la voce un po’ troppo, veniva invitato a calmarsi con: “Statte calme, ch’assemigghje a Nannurche abbasce a l’urte!” = Calmati, che sembri Nannurche, che dimora giù all’orto!

Meno male che noi non siamo venuti su complessati, dopo tutte queste cose orribili ci hanno raccontato le mamme e le nonne! Roba da film horror

Ma noi monelli facevamo credere di temere l’orco, e sotto sotto ce la ridevamo…

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Maccatüre

Maccatüre (o muccatüre) s.m. = Fazzoletto

Si tratta specificamente del fazzoletto da naso, per distinguerlo da quello usato per coprire la testa che si chiama propriamente ‘u facciulètte.

Le mamme per far pulire il naso ai loro marmocchi li incitavano: Vüte ca tjine ‘u mócche appüse? Sciósce mamme, sciósce jìnde’u maccatüre! = Vedi che hai il muco che cola, soffia, bello di mamma, soffia dentro il fazzoletto!

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