Şkatàsce

Şkatàsce o Scatasce s.m. = Sfacelo

Sfacelo, decadimento, crollo, catafascio, rovina, finimondo, trambusto. Anche in senso figurato

‘Nziamé lu vöne a sapì ‘u fréte, uà venì ‘nu şkatasce! = Non sia mai lo viene a sapere il fratello deve succedere un finimondo!

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Sgarrazzé

Sgarrazzé v.t. = Dischiudere

Aprire di poco la porta, la finestra o la serranda, in modo che all’interno entri l’aria ma poca luce in modo che vi rimanga penombra e frescura.

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Sfulecé

Sfulecé v.t.= Sturare

Liberare un tubo, un condotto da ciò che lo intasa, o scaccolare le narici.

Specificamente è riferito al bocchino incrostato della pipa.

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Sdangagliöne

Sdangagliöne agg. = Colosso

Dicesi di persona di grande mole e statura, alta e robusta. In italiano si difinisce un “Marcantonio”.

Si può usare anche al femminile.

Come termine di paragone, l’italiano cita talora un armadio: Quel giovanottone è grande come un armadio.

Invece i nostri nonni facevano riferimento alla stanga del carretto, robusta e lunga. Il leone simboleggia da sempre la forza.

Alla lettera stanga-leone

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Sciavòrte

Sciavòrte s.f. = Agnellone

Nato di pecora che ha superato da poco l’anno di età.

Si tratta di bestia che si azzoppa e necessariamente dev’essere macellata e consumata in tempi brevi.

Non è ancora una pecora adulta, e per questo ha le carni meno tenere di quelle dell’agnello, ma più gustose, specie se preparate a rijanéte o al ragù.

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