Spasètte

Spasètte s.f. = Cassetta a vassoio

Intendiamo con questo sostantivo quella cassetta di legno o di plastica, con le pareti basse, destinata a contenere i pesci i la frutta.

Il termine deriva dall’aggettivo spése = sparso, poco profondo, piano.

Si usa anche al vezzeggiativo spasèlle ed indica pure la teglia bassa per il forno domestico.

Mecöle c’jò chjechéte ‘na spasèlle de pàste au fórne! = Michele ha gradito una teglia intera di pasta al forno!

Benedüche! = Alla salute

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Varröne

Varröne s.m. = Sbarra

Sbarra, paletto che si incastra dall’interno delle case sui battenti della porta dell’uscio.

Era di uso comune quando le abitazioni erano quasi tutte al pianterreno.

La notte si chiudevano prima le porte a vetri, e poi quelle più robuste di legno.

Sulla parete situata dietro ciascun dei due battenti c’era una sbarra (da cui deriva ‘u varröne) di ferro a sezione circolare dal diametro di circa 2,5 cm e dalla lunghezza variabile da 50 a 70 cm.

La barra era forgiata con due occhielli alle due estremità.

Uno era incernierato ad un altro occhiello a codolo, e questo era fissato al muro dietro la porta, e quindi rendeva snodabile la barra.

L’altro occhiello si inseriva al “dente” fissato alla porta quando era chiusa, in modo da tenerla ben salda.
“U varröne” è sinonimo di solidità, robustezza.

I bambini nella notte di Ognissanti vi appendevano le calze vuote perché la mattina le avrebbero trovate colme di doni portati dallel anime dei defunti. La festa della Befana non si celebrava.

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Bembàtte

Bembàtte escl. = Ben fatto!

Ben fatto è la traduzione letterale, ma non rende il senso vero di questa esclamazione, perché può sembrare un segno di approvazione e di ammirazione.

Essa invece deve significare un rimbrotto, specie se qlcn ha agito come un mupacchiöne e magari dall’impresa avventata in cui si era lanciato ne è uscito malconcio o ferito.

Insomma, vale come un solenne: “ben ti sta, così impari a comportarti da spericolato!”

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Aspre

Aspre agg. = Aspro, duro

Fondale marino roccioso, inadatto alla pesca perché danneggerebbe le reti.

Infatti nella pesca a strascico le reti toccano il fondale, e nel salparle vengono lacerate dalle asperità rocciose di cui il fondo aspre è ricco.
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Zórre

Zórre s.m. agg. = Caprone

Il maschio della capra è ritenuto cocciuto, bizzarro, imprevedibile, caparbio.

Come aggettivo calza bene al caparbio quando prende una decisione improvvisa, agisce d’istinto, e non si fa discogliere minimamente e ammurröje accüme a ‘nu zórre = carica come un caprone.

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