Agghjaré

Agghjaré v.trans. = Bruciacchiare.

Sottoporre, del tutto involontariamente, un tessuto ad intenso riscaldamento con il ferro da stiro, e “abbrustolirlo”. Permane sulla stoffa l’antiestetica forma scura della piastra.

Mado’…nu pöche ca me so’ vuletéte e ‘u firre frevüte m’ho fatte agghjaré ‘a camecètte! = Madonna…un po’ che mi sono voltata (che ho girato lo sguardo) e il ferro bollente mi ha strinato la camicetta!

In italiano il verbo è “strinare”, che ha due significati:

a) = bruciacchiare un tessuto durante la stiratura, come abbiamo visto;

b) = mettere sulla fiamma gli uccelli o i polli per toglier loro la peluria rimasta dopo averli spennati.

Cacchjöle

Cacchjöle s.f. = Asola

Asola, occhiello, alamaro per abbottonare giacche, cappotti, pantaloni, sandali, ecc.

Si chiama cacchjöle anche l’annodatura di un laccio, o di una fettuccia, o di un nastro, che si scioglie tirando uno dei suoi due capi.

In questo caso c’è un sinonimo simile all’italiano nocca: “la nnòcche”

Grunghelé

Grunghelé (o Grunnelé) v.i. = Russare fragorosamente.

Etimo sconosciuto, forse onomatopeico (gru-gru-gru). Mia moglie chiese al medico di famiglia se poteva dare a me un rimedio efficace contro il mio assordante concerto notturno. Questa la risposta immediata del nostro dottore: “Signö, skàffele ‘na stambéte!”.

Due sono i casi: o davvero non esiste rimedio, oppure il nostro amico medico non è aggiornato.
In effetti il cerotto sul mio naso non serve a niente, e mia moglie si alza con le occhiaie sempre più marcate…
Ragazzi, è un problema che non va preso sottogamba: rischiamo il divorzio dopo 42 anni di matrimonio felice!

Papàgne

Papàgne sf = Papavero.

Precisamente erano così chiamati i semi del papavero, perché il fiore (in italiano detto anche ‘rosolaccio’) era chiamato “skàcche” o “skàppe” o “skòppe”).

L’ infuso di semi del papavero in acqua calda e zucchero, era somministrato ai lattanti irrequieti che non volevano prendere sonno, come una semplice camomilla soporifera.

In pratica i poveri bambini erano “drogati” dalla papaverina, un oppiaceo che si trova nella pianta del papavero!

Volevo vedere se non si addormentavano con quella sostanza in corpo!!

Quando qualche adulto “cascava” dal sonno diceva: “me sté venènne ‘a papàgne”.

Quando ha già fatto un sonnellino: Me so’ appapagnéte.

Fazzatöre

Fazzatöre sf = Madia.

E’ una specie di cassa come un grosso tiretto di comò, con o senza coperchio, nella quale si impastava il pane, si lasciava a lievitare, e vi si riponeva una volta cotto.