Mambredònje jì cüme a na tüne….

Mambredònje jì cüme a na tüne: quèdde ca fé a sore ce sépe ‘a matüne

Manfredonia è come una tinozza: quello che si fa la sera è noto a tutti l’indomani mattina.

Il Detto rispecchia l’animo pettegolo di paese, quando Manfredonia era ancora raccolta all’interno delle antiche mura, e come numero di abitanti era inferiore a Monte Sant’Angelo. Ossia fino agli anni ’30, come mi raccontava mio padre.

La tinozza, il mastello da bucato dà l’idea della limitatezza dello spazio.

Il paragone con la tüne = tinozza, bigoncia, è solo questione di rima con matüne

Non c’è più il pettegolezzo tagliente a Manfredonia. Ora c’è il gossip sforbiciante!

Ringrazio Matteo Totaro che mi ha citato questo Proverbio.

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Dé ‘a bòtte

Dé ‘a botte v.t. = Incolpare, accusare qlcu.

Alcuni dicono mené la bòtte. Alla lettera significa: lanciare la colpa, dare la colpa.

Incolpare qlcn anche senza averne le prove; attribuire ad altri la causa di un disagio, di un malore, o di qls magagna o evento negativo.

Löre fanne ‘i fatte, e a mè me dànne ‘a botte = Loro compiono i misfatti e a me danno la colpa.

Jìsse ho fatte ‘u chjìreche e ò menéte ‘a bòtte a me = Costui ha mollato un peto ed ha incolpato me.

Ne me danne a bòtte a mè, ca nen so stéte jüje. = Non accusare me, perché non sono stato io.

Se l’accusa non è palese, o diretta, ma lanciata in generale, si dice mené ‘a spennéte

Notate che la frase va costruita al dativo. Dé la bòtte (a chi?)… Come dire dare la colpa (agli altri, naturalmente). In italiano il verbo è diretto: io incolpo, accuso te, non a te. Questa è un’influenza della dominazione aragonese subita dal Regno di Napoli, prima di quella borbonica. Infatti in lingua spagnola che usa dire, ad es. ¿Has visto a Maria? = hai visto Maria?

Dé ‘a bòtte talora assume il significato di “somigliare vagamente” o “atteggiarsi” o “assumere lo stesso portamento di..”

Dé ‘a bòtte au pétre = È somigliante a suo padre. Si atteggia un po’ come suo padre.

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Varvazzéle

Varvazzéle s.m. = Pappagorgia, doppio mento

Antiestestica piega adiposa che si forma sotto il mento di persone molto grasse.

La voce è desueta, usata ormai solo dalle persone anziane, da cui l’ho sentita recentemente.

Deriva da vàrve = barba. Ciò non toglie che la pappagorgia sia portata purtroppo anche dalle donne affette da obesità.

Töne ‘nu sòrte de varvazzéle = Ha un’enorme pappagorgia.

Per curiosità: pappagorgia è di derivazione spagnola, come tanti termini manfredoniani, papar = pappare, trangugiare avidamente, ingozzarsi e gorga = canna della gola (nganne, cannarüle, cannarüte), lo stesso sostantivo latino gurgula, da cui derivano gola e gargarismo.

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Frevegghjàzze

Frevegghjàzze s.f. = Febbricola

È un sinonimo di rezzecatöre = brivido, sintomo di febbre incipiente.

L’etimo è sicuramente fröve = febbre.

Ringrazio il lettore Amilcare Renato per il suo suggerimento.

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Tremarjille

Tremarjille s.m. = Tremarella

È un sinonimo, po’ diverso, di tremelìzze

Il tremarjille jind’i jamme. = tremarella alle gambe, è causato dalla gran fatica o da un’emozione o da timore, che in italiano, scherzosamente, con un espressione derivata dai primi film sonori, si cita: le gambe fanno Giacomo-Giacomo….

Notate che tremarjille è rigorosamente al maschile.

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