Ostia-chjöne

Ostia-chjöne s.f. = Ostia ripiena

Dolce tipico garganico.

Tra due cialde (sfoglia di farina impastata, non lievitata, cotta entro appositi stampi) si stende uno strato di mandorle tostate e caramellate con zucchero e miele.

Secondo me le due cialde insapori che formano il “sandwich” hanno solo la funzione di evitare che le mandorle appiccicose imbrattino le dita quando si porta questa delizia alla bocca.

Soprannome locale: ricordo Lorenzo Castriotta, ex flicorno soprano della locale banda cittadina, corso Manfredi, angolo via dei Celestini. Suonava l’armonium in Chiesa nelle funzioni liturgiche.

L’amico Lino Brunetti ricorda simpaticamente che Lorenzo Castriotta, la cui moglie si chiamava Caterina, ebbero due figli laureati in medicina: venivano perciò chiamati, affettuosamente, Lorenzo e Caterina de’ Medici.

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Tarallüne

Tarallüne s.m. = Ciambelline

Tarallüne p’u vüne bianghe = Tarallini con il vino bianco. Dolce pasquale.

In questo impasto, oltre a farina, zucchero e uova, si aggiunge anche un bicchiere di vino bianco, che conferisce all’impasto un profumo particolare.

Si conservano a lungo.

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Taralle

Taralle s.m. = Ciambella s.f.

Qualsiasi tipo di ciambella viene chiamato tarallo.

Intendiamo qui evidenziare i “Taralle pe l’öve” = taralli con le uova, tipico biscotto pasquale.

L’impasto è formato sempre di farina e uova, con meno zuchero delle scarielle. La pezzatura va fino a 10 cm. di diametro.

Le ciambelle vengono spalmate di giulebbe (impasto cremoso di chiare d’uovo montate a neve e abbondantissimo zucchero) e cosparsi di confettini colorati.

Si chiamano taralle ‘ngeleppéte (pieni di giulebbe) o anche alla maniera montanara chialètte s.m.

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Scarjèlle

Scarjèlle s.f. = Dolce secco

Le scarjèlle sono confezionate con farina, zucchero e uova. L’impasto viene tirato a ciambella, cotta al forno nella solita teglia larga imburrata.

Le ciambelle, larghe anche 20 cm, vengono spalmate di giulebbe (impasto cremoso di chiare d’uovo montate a neve e abbondantissimo zucchero) e cosparsi di confettini colorati.

In tal modo diconsi ‘ngeleppéte = glassate

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Cangèlle

Cangèlle s.f. = Biscotto salato

Si tratta di una variante dei scavetatjille.

Gli scaldatelli sono dei cerchietti, dal cannello di cm 1,5 di diametro.

Invece i gambi delle cangèlle non superano il centimetro di diametro, sono incrociati come una grata, un cancelletto ( # ) e si saldano al cerchio del biscotto, formato anch’esso dal cannello più sottile, della stessa misura.

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