Gagarjille

Gagarjìlle agg e s.m. = Elegante

Il termine, che deriva da “gagà” (giovane affettato, che ostenta eleganza e raffinatezza), era molto in voga nella moda degli anni ‘50,

Io lo ricordo bene. Quando avevo 16-17 anni, e mi vestivo con abiti appropriati per andare a ballare sulle terrazze, indossavo:

-il pantalone lungo di makò (cotone egiziano molto fine),
-la camicia bianca di nylon con gli immancabili stecchini per reggere dritto il colletto,
-la cravatta rossa,
-il gilet double-face rosso o nero,
-la giacca “a pioggia” cioè di tessuto sulla cui superficie a vista affioravano, come tanti piccolissimi nodi, tanti punti colorati con svariate gradazioni di beige.

Le ragazzotte dicevano tra di loro (ma io captavo): “Guard’a jìsse, c’jì vestüte accüme a ‘nu gagarille!”… = Guarda lui, si è vestito come un dandy!

Beh, mi faceva proprio piacere sentirlo dire…

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Currüfe

Currüfe s.m. = Rabbia repressa

Moto di sdegno, causato dall’impossibilità di intervento per correggere un’ingiustizia o una mala azione.
Spesso questa forte repressione, trattenuto a lungo, trova uno sfogo e si tramuta in pianto.

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Ciaciùtte

Ciaciùtte agg. e s.m.= Grasso, spesso, grosso, obeso

Come aggettivo : Jove nu baccalà, belle ciaciutte = era un baccalà bello grosso

Come sostantivo valle grassone, ciccione,: uì, mo vone ‘u ciaciùtte = ecco, ora arriva il grassone.

Essere bene in carne una volta era segno di buona salute. Ora l’essere solo un po’ fuori forma diventa un disagio esistenziale che ci costringe a insopportabioli diete.

Al feminile suona ciaciòtte.

Molto spesso si semplifica in ciùtte e ciòtte.

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Cenjidde

Cenjidde agg = Morbido.

Morbido, soffice, cedevole.

Riferito al pane, al guanciale, al materasso,al dolce, al giaciglio, ecc.

Ai può dire anche Cenjite al femminile fa Cenöte

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Lambasciöne

Lambasciöne s.m. = Muscaro

Pianta delle liliace (Muscaro comosum).

Termine spregiativo per indicare qlcn un po’ fessacchiotto.

Contesto vivacemente perché il “lampascione” ha un bulbo dalle proprietà straordinarie.

Molto apprezzato nella gastronomia pugliese, è ritenuto addirittura un potente afrodisiaco.

Forse non tutti sanno che provoca anche noti effetti indesiderati e dirompenti che… sono nocivi per l’ambiente a causa degli abbondanti gas d’intestino. Roba da buco nell’ozono!

In italiano si dovrebbe chiamare Mùscaro o Cipollaccio selvatico. Ma ormai tutti lo conoscono con questo nome regionale.

Esiste anche il soprannome di Lambasciöne

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