Allìcche, allìcche, ca sèmbe ind’u pertüse ce lu ficche

Lecca, lecca, ché sempre dentro il buco glielo ficco.

‘U füle = Il filo

Il sarto per inserire facilmente il filo nella cruna dell’ago, usa umidirlo con la saliva in punta di lingua. In questo modo i pelucchi del filo spezzato dalla spagnoletta si “incollano” e diventano più facilmente manovrabili nel centrare la cruna per l’infilatura

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A mamma la fé e lu pétre ce la fìcche

La mamma la fa e il padre se la infila

‘A cavezètte = La calza fatta ai ferri

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Vu’ accjüde a jüne?, accìdele cacànne

Vuoi uccidere qlcn, uccidilo mentre costui sta evacuando.

Vile, tu uccidi un uomo morto! Combatti ad armi impari: lui è indifeso mentre tu hai premeditato il misfatto.

Si tratta di un’espressione di biasimo verso qlcn che approfitta del punto debole del rivale.

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U rembröve jì cüm’a pórje: quànne t’a pìgghie jì bbrótte, ma döpe frótte

Il rimprovero, come la purga, quando la prendi è brutta, ma dopo produce frutti, nel senso che dà salute..

Fa tesoro dei rimproveri invece di indispettirti quando li ricevi; servono al tuo miglioramento (specie se sei allievo e il rimbrotto viene dal tuo maestro)

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Zòmbe ‘u cetrüle e vé ‘ngüle all’urteléne

Salta il cetriolo e va in culo all’ortolano.

Spesso patisce un danno colui che non c’entra nulla in un diverbio.

Una conclusione illogica, estranea, paradossale.

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