Pertüse

Pertüse s.m. e sopr. = Pertugio

Foro, pertugio, buco, scavo.

Era anche il soprannome di un rinomato corridore ciclista degli anni ‘50, campione regionale: ora mi sfugge il nome…

Pastunéche

Pastunéche s.f. = Carota

La carota (Daucus carota) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle ombrellifere; è anche uno dei più comuni ortaggi.

Una varietà di carota si chiama in italiano, similmente alla nostra, pastinaca.

C’è un termine identico anche in spagnolo, portoghese, latino, e molto simile in tedesco e rumeno,(francese panais) che definisce la “pianta con radice carnosa, fusiforme alquanto gialla.

Gli antichi le attribuivano ogni sorta di virtù”. Deriva dal greco Panàkeia (lat. Panacèa)ossia: pan=tutto e àkos=rimedio.

Ho doovuto documentarmi consultando il dizionario etimologico italiano.

Siccome sono praticamente identiche alle carote gialle, il nome generico pastinaca indica anche quelle nostrane di Zapponeta.

Ruàgne

Ruàgne s.m. = Cantero

Si tratta di un grosso contenitore cilindrico di terraglia smaltata.

Si poteva spostare per portarlo a svuotare la notte, quando passava un nauseabondo carro botte del Comune che raccoglieva per le vie cittadine tutti i contenuti dei ruagne.. A orecchio sembra il francese roi (leggi ruà) = Re. Chi ci sta seduto sopra sembra il Re sul trono…

Era munito di flangia, sempre di terraglia, che fungeva da sedile circolare.

Posizionato in un punto nascosto della casa funzionava da W.C., con tanto di coperchio di legno. Usato dalle donne. Gli uomini si lanciavano nei terreni coltivati a fichi d’india e negli anfratti della scogliera.

Vendàgghje

Vendàgghje s.m. = Ventaglio

Occorre fare una distinzione:

Vendàgghje era quello che serviva per ravvivare il fuoco di carbonella.

Consisteva in un telaietto di legno, fornito di manico, sul quale erano infisse le piume della coda del tacchino.

L’arnese, leggero ed efficace, fu sostituito da ventagli di legno compensato incastrato in un manico: Forse durava di più, ma non era la stessa cosa!

Il termine Vendaglje indica invece quello pieghevole, da borsetta, che le signore usano per farsi aria.

Furnacèlle

Furnacèlle s.f. = Fornacetta, barbecue

Contenitore metallico cilindrico a due piani. Su quello superiore, bucherellato, si ponevano i carboni a buciare.

Una volta ottenuta la brace le si sovrapponeva la graticola caricata con gli alimenti da cuocere.

Sul piano inferiore, per caduta, si accumulava la cenere dei carboni che si consumavano.

Per toglierla, la parete della fornacetta era dotata di una porticina della larghezza di una apposita palettina.

Fatta a mano dai lattonieri. Era fissata a tre piedini di ferro ad asta, verticali, di altezza variabile.

Durante l’uso, gli abitatori dei sottani ponevano l’apparecchio sul marciapiede prospiciente l’uscio per evitare troppi fumi per casa.

In compenso la cottura spargeva per tutta la strada l’odore irresistibile delle sicce o dei pepedìnje arrustüte= seppie o peperoni arrostite.