Gràsce

Gràsce s.f. = Abbondanza

Abbondanza di cibo o di altro.

Quando si vuole evidenziare che non sempre è bene avere più del necessario, si usa dire ai propri figli: ” ‘A grascja-putténe!..”. = L’abbondanza puttana!

Ossia, è l’abbondanza maledetta che vi fa diventare viziosi. e percio con voi si comporta malissimo, come una donnaccia: se ci fosse stata la carestia, tante storie ora non si sarebbero fatte!

Mia madre sentenzia che “la mangiatöre jì vàsce!” = La mangiatoia è bassa, si raggiungere senza fatica, non vi costa sacrifici, e perciò non apprezzate quello che vi viene offerto.

Nannùrche

Nannurche s.m. = Orco.

Nannùrche era lo spauracchio che le nostre mamme ci paventavano per indurci a stare buoni.

Ce lo descrivevano come un cannibale che mangiava i bambini e che era dotato anche di una voce bestiale.

Se qualcuno alzava la voce un po’ troppo, veniva invitato a calmarsi con: “Statte calme, ch’assemigghje a Nannurche abbasce a l’urte!” = Calmati, che sembri Nannurche, che dimora giù all’orto!

Meno male che noi non siamo venuti su complessati, dopo tutte queste cose orribili ci hanno raccontato le mamme e le nonne! Roba da film horror

Ma noi monelli facevamo credere di temere l’orco, e sotto sotto ce la ridevamo…

Bannajùle

Bannajùle s.m. = Banditore

Non c’erano altri mezzi di fare pubblicità, e si ricorreva a questi personaggi tipici dell’Italia meridionale, chiamati banditori.

Questri giravano le principali vie della città e annunziavano, dietro compenso, gli slogan e le notizie di interesse generale.

Due erano i Banditori ufficiali di Manfredonia:

Uno era Domenico Notarangelo, detto Dumìneche Tremelànde = tremolante, affetto da parkinsonismo;

l’altro era Antonio Petito, detto ‘Ndònje Melöne per via della sua testa calva che sembrava un melone.

Erano entrambi dotati di voce possente e penetrante.

Del primo ricordo che girava con la carrozzella da trasporto persone di Michelino (u cavalle p’ ‘a palla grosse!) sulla quale c’era il “tabellone” con la locandina del film che si dava al Cinema dei Fratelli Pesante (soprannominati Prijatòrje = Purgatorio), e lui sedeva a fianco al cocchiere. Talvolta usava un megafono di latta.

Annunciava in italiano, perché dovevano capire anche i forestieri di passaggio:
“Questa sera, al Cinema di Pesante, ci sarà il bellissimo filmo:”A sud di Pago-Pago”!!!!

Oppure:
“Al cinema di Murgo! Tutti al Cinema di Muuuuuurgo!: Andate a vedere “Tarza’ contro i Cacciatori Bianchi” Inutile chiedergli di pronunciare Johnny Weissmüller! Fino a Randolf Scott e Alà Ladd, poteva anche riuscirci…

E anche:
”E’ uscito il nuovo filmo di Totòoo! Uagnü’… (ragazzi), tutti addu Priatòrje staséeeeera!!!.

Si vede che Tremelande aveva appaltato l’annuncio di tutti i Cinema dell’epoca.

Melöne invece era chiamato per altre incombenze.

Ricordo qualche grido di “Melone”, dotato di voce possente e squillante, da tenore d’opera:

“Uhé, sentite! E poi dicite ca non sentite!:chi a fusse truwéte ‘na scarpetèlla nèrjia…” = Chi avesse trovato una scarpina nera…

A Mundicchje c’jì pèrse ‘nu uagnöne de trè janne. Iétele a trué, ca la mamma chjànge!!! ” = Al Rione Monticchio si è smarrito un bambino di tre anni. Andatelo a cercare, trovatelo perché sua madre piange …

Alla candüne de Pakjìreke (vedi) jì arrevéte ‘u vüne nùuve! Mado’ quant’jì saprüte!!” = Alla cantina di P. è arrivato il vino novello! Madonna mia quant’è saporito!

Stasöre, ci’ fé ‘u cumìzzje sott’u Municipje!. Uà parlé l’Onorevle Micöle Magne!! ” = Questa sera ci sarà un comizio in Piazza del Popolo (sotto il Municipio): parlerà l’Onorevole Michele Magno.

’Sepònde ‘a Ciavarèlla ho fatt ‘nu pjìzze di uagnöne màaaschele: Iét‘a vedì quand’jì bèlle!!! E non ce jéte ch’i méne vacàaande!!! = Sipontina Ciavarella ha partorito un bel bambino maschio. Andate a vedere quant’è bello! E non andateci a mani vuote!

-Jògge, alle djice e mezze, ce vènne ‘a carne a bassa-macèlle söp’a chjazzètte!!!! “! = Oggi alle ore dieci e trenta si inizierà la vendita della carne di bassa-macelleria alla Piazzetta del mercato.
(vedi bassa-macèlle)

Maccatüre

Maccatüre (o muccatüre) s.m. = Fazzoletto

Si tratta specificamente del fazzoletto da naso, per distinguerlo da quello usato per coprire la testa che si chiama propriamente ‘u facciulètte.

Le mamme per far pulire il naso ai loro marmocchi li incitavano: Vüte ca tjine ‘u mócche appüse? Sciósce mamme, sciósce jìnde’u maccatüre! = Vedi che hai il muco che cola, soffia, bello di mamma, soffia dentro il fazzoletto!

Caggellöne

Caggellöne s.m. e sopr. = Stia

Gabbione di legno usato per allevare in casa le galline ovaiole.

Si metteva fuori dell’uscio della casa a piano terra.

Spesso si liberavano le galline che andavano a razzolare sulla via: tanto presto sarebbero rientrate spontaneamente nella gabbia.

Per favorire la crescita di pennuti allevati si somministrava come cibo ‘u sciuscjille.

Il gabbiotto veniva portato dentro casa la sera per evitare che i polli prendessero freddo, e soprattuto che prendessero…il volo verso le pentole altrui.

Caggellöne è anche un soprannome locale