Zanzéne
Zanzéne s.m. = Mediatore
Mediatore d’affari, sensale per compravendite e locazioni di case o di terreni, o per combinare matrimoni (ora non è più usata quest’ultima attività).
Zanzéne s.m. = Mediatore
Mediatore d’affari, sensale per compravendite e locazioni di case o di terreni, o per combinare matrimoni (ora non è più usata quest’ultima attività).
Zìcche-zìcche agg. = Giusto.
Che è giusto nella misura, nella quantità richiesta o prevista o necessaria.
L’espressione zìcche-zìcche si indica la giustezza della misura. Una cosa fatta a misura, proprio giusta, senza eccedere.
Te vanne böne ’sti scarpe? Si’, me vanne zicche-zicche! = Ti vanno bene queste scarpe? Sì, mi vanno giuste giuste.
La locuzione zicche tànne! significa = Proprio allora, giusto in quel momento.
Pechèsce s.f.= Orlo
Dicesi di lembo della sottoveste che fuoriesce dal bordo della gonna perché non ben sostenuto in vita.
Indice di sciatteria, trascuratezza.
Indica anche la persona sciatta, trascurata
Nzìcchete-nzìcchete avv.= Inaspettatamente.
Usato nella locuzione ‘Nzìcchete-nzìcchete = Improvvisamente.
E tóje, mo’ te ne vine nzìcchete-nzìcchete, e me vine a fé ‘pròpete a mme ’stu sorte de presendatàrme = E tu ora, te ne vieni tutto d’un tratto e mi vieni a fare questo grande rimprovero.
Stèmme tanda bèlle mangiànne, quanne - tutte ‘na vòlte - nzìcchete-nzìcchete, Gianne c’jì misse a chjange! = Stavamo così bene a mangiare, quando tutto d’un tratto, inaspettatamente, Giovanni si è messo a piangere.
Petìscene s.f.= Empietìgine
Malattia della pelle, caratterizzata da sfaldamenti e chiazze.
Petìscene erano chiamate anche quelle chiazze che restavano sulla pelle quando era guarita la scabbia.
Per estensione di definiva “petìscene” anche l’attaccatura di due pagnotte di pane infornate affiancate.
Lievitavano per effetto del calore, si dilatavano e si “attaccavano”. Quando il fornaio a fine cottura le separava, le due panelle presentavano una crosta molto più sottile. Talora restava una crosticina staccata, ottima perché croccante.