Jìndrechése

Jìndrechése agg. = casereccio, genuino

Alla lettera l’aggettivo significa “dentro casa”

Il prodotto “fatto in casa” è generalmente quello alimentare (salame, pane, orecchiette, sottaceti e sottoli, ecc.), ed è sinonimo di genuinità per la cura prestata nella scelta delle materie prime (carni, farina, ortaggi, olio, ecc.).

Vù assapré stu péne jìndrechése? = Vuoi assaggiare questo pane casereccio (fatto in casa)?

Per estensione jìndrechése può anche essere un commercio senza licenza di ortaggi e frutta di produzione propria (cicorie, fichi, scarole, fichidindia, uova, ricotta, ecc.)

Giuannüne vènne i pemedurjille jìndrechése = Giovannina vende i pomodorini di sua produzione.

Sò saprÜte ‘sti scavetatjille! Che sò jìndrechése? No, sò accattéte. = Sono gustosi questi biscotti al finocchietto! Sono fatti in casa? No sono di quelli comperati in negozio.

Ecco, i prodotti accattéte = acquistati, già confezionati da altri – per i quali si usa la locuzione belle e fatte - non possono mai competere con quelli caserecci fatti in casa dalle nostre brave massaie.

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Nènne

Nènne s.f. = Pupilla

Apertura circolare posta al centro dell’iride, attraverso la quale passano i raggi luminosi che colpiscono la retina.
(clicca sull’immagine, reperita in rete, per ingrandirla).

Pleonasticamente in dialetto qlcu dice ‘a nènne de l’ùcchje = la pupilla dell’occhio.

Ignorantemente qlcu con questo sostantivo intende anche l’iride, al centro del quale c’è la pupilla.

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Parlé segnöre

Parlé signöre loc.id. = Non parlare in dialetto

In effetti significava, almeno fino all’inizio degli anni ’60, eprimersi in italiano, roba da pochi privilegiati (clero, professionisti, proprietari terrieri e ufficiali militari = signori, quindi) poiché tutti gli altri parlavano in dialetto.

Le femminucce avevano inventato il gioco di “parlé segnöre” con divertenti involontarie storpiature: “Si è spasciato il cìcino”: “Ho accattato due chini di potogalli”: “Mia madre ha fatto due belle siccie chiene: sopra l’indorci e a rianata” ecc…

Da quando c’è stato l’avvento della televisione si è diffuso l’italiano finalmente anche come lingua locale.

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Sòtte-pe-sòtte

Sòtte-pe-sòtte loc.avv. = all’insaputa, segretamente

Ordire all’insaputa dell’interessato, agire di nascosto per delicatezza o per cattiveria.

Si usa – allo stesso modo – la locuzione naveghé sottacque = navigare sotto il pelo dell’acqua di mare, come i sommergibili, magari senza intese bellicose, ma solo per fare i comodi propri.

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Tànne-pe-tànne

Tànne-pe-tànne loc.avv. = Immediatamente

Lì per lì, immantinentemente, senza indugiare, ecc.

Quànne pàteme völe ‘na cöse ce l’à da dé tànne pe tànne = Quando mio padre vuole una cosa, (un servizio, un oggetto) gliela devi dare/fare immediatamente.

C’jì mìsse a smanié, ca tànne per tànne avöva murì = si è messo a smaniare, come se stesse per morire in quell’istante.

Da non confondere con Tanna tanne = Molto tempo fa

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