Pénecùtte
Pénecutte s.m. = Pancotto
Piatto rustico a base di pane secco o raffermo, bollito in acqua con aglio, rosmarino e alloro, talvolta con l’aggiunta o la sostituzione di altri ingredienti, come cime di rape, patate affettate, cipolle, ecc.
Quello che rende il tutto sublime è l’olio garganico extra vergine di oliva, preferibilmente di Macchia, versato in abbondanza direttamente sui pezzi di pane, e magari con l’oliera di latta a becco lungo (l’ugghjarüle). Un vero rito gastronomico.
Diciamo che è un piatto povero, perché le nostre nonne non buttavano nulla che fosse commestibile. Riciclavano il pane durissimo rendendolo appetitoso specie agli sdentati (sgagnéte).
Scherzosamente si definisce pénecutte o pénecutte e paténe una persona di corporatura sovrabbondante, eccessivamente flemmatica, lenta nei movimenti e nell’agire.