Pàvele
Pàvele n.p. = Paolo
Deriva dal soprannome e poi nome personale latino paulus, diminutivo di paucus, “poco, non grande”, e significa “piccolo, modesto”.
L’onomastico è tradizionalmente festeggiato il 29 giugno in memoria di san Paolo apostolo, morto nell’ 67.
Normalmente il nome Pàvele è abbinato a Francesco, così da formare Frische-Pàvele. Difatti viene sempre usato al diminutivo:
Pavelócce = Paoluccio, al maschile;
Paulüne = Paolina, al femminile.
Ze Pàvele (o anche Ze Pàule, o semplicemente Pavelócce è una locuzione idiomatica manfredoniana che indica la sonnolenza.
Credo che sia una trasformazione di papàgne, papavero.
Döpe mangéte me vóne ‘a papagne (oppure me vöne ze Pàule = Dopo aver mangiato mi viene la sonnolenza.
Affianco al grande letto matrimoniale, al lato della moglie e mamma, c’è la navicola con il piccolo infante che frigna e non si decide ad addormentarsi, mentre la donna tira a se il bordo della navichele e la nazzecöje (la dondola).
Il padre si gira e volta nel letto piuttosto nervosamente, impaziente per l’attesa.
Dopo un po’ la voce del bimbo si ferma; la mamma spia il volto del piccolo, poi:
- Mo’ vöne Pavolócce! – annunciando al marito il sonno del bambino e la prossima fine dell’attesa.
Una grande famiglia di Manfredonia ha il soprannome di “Don Pavéle”, derivante dal vero e proprio patronimico, vale a dire discendenti da Don Pavele.
A proposito di Don Pàvele, credo che sia il nome una “grava” (o “foiba”, com’è chiamata al nord) ossia uno sprofondamento carsico a forma di imbuto, esistente in agro di Manfredonia, alle pendici del Gargano, sulla strada per San Giovanni Rotondo: ‘a gréve Don Pàvele.
Il nome deriva dal fatto che il territorio su cui è situato questa depressione appartenesse proprio a questa famiglia, come la vicina massarüje Don Pàvele.