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	<title>Commenti a: Jüne alla lüne</title>
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	<description>il vocabolario del dialetto manfredoniano</description>
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		<title>Di: Tonino</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/j/june-alla-lune/comment-page-1/#comment-984</link>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 12:30:18 +0000</pubDate>
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		<description>Bravissimo Sator!  Complimenti,  Manda spesso i tuoi commenti perché sono ben graditi.

Ovviamente l&#039;invito a scrivere vale per tutti i cari lettori che hanno la pazienza di leggere questo sito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravissimo Sator!  Complimenti,  Manda spesso i tuoi commenti perché sono ben graditi.</p>
<p>Ovviamente l&#8217;invito a scrivere vale per tutti i cari lettori che hanno la pazienza di leggere questo sito.</p>
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		<title>Di: Sator</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/j/june-alla-lune/comment-page-1/#comment-978</link>
		<dc:creator>Sator</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 11:17:15 +0000</pubDate>
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		<description>Salve a tutti, pur non essendo 70enne (ma appena 40enne) a &quot;jüne alla lüne&quot; ci ho giocato anch&#039;io, poichè molte tradizioni sono rimaste vive in alcune zone della città fino agli anni &#039;70.
Comunque, se vi può interessare, posso dirvi, per come era giunto a noi fino agli anni &#039;70, e per quel che ricordo, la sequenza era questa:
1 – jüne alla lüne (come già commentato);
2 – düje box (come già commentato); 
3 – trè ffìte ò fatte ‘u rrè (e qui, dopo aver saltato si aggiungeva il commento &quot;sburdacchiéte accüme ttè&quot; ... che pertanto faceva parte del n. 3 e non del n. 4);
4 - quatte polì-polò (e non chiedetemi cosa significhi, che non l&#039;ho mai capito); * 
5 – cinghe morettino - (in italiano); * 
6 – seje sprevelicchje (come già commentato);
7 – sette a la croce: le mani, sul dorso di chi &quot;andava sotto&quot;, dovevano porsi incrociando gli indici (per formare una croce) inoltre cadendo si dovevano incrociare i piedi;
8 – jòtte soldatin di piombo (cadendo si doveva restare immobili fin quando non avessero saltato tutti i giocatori, senza toccare chi aveva saltato in precedenza);
9 – nove mò vèche alla fjìre = ora vado alla fiera;
10 – dìce pàste e cìcere = (come già commentato);  
11 - jöndece mò t&#039;ù careche = ora te lo carico (prima di saltare bisognava porre un oggetto di fortuna, trovato all&#039;istante nelle immediate vicinanze, un sasso, uno stecco, una foglia, un pezzo di carta, ecc... - sulla schiena o sulla testa (orecchie comprese) del bidone (era così chiamato colui che era piegato per far saltare gli altri, e che quindi &quot;steve sòtte&quot;) - gli altri giocatori dovevano, oltre che porre i loro oggetti, stare attenti a non far cadere quelli degli altri; 
12 - dödece mò t&#039;ù scàreche = si procedeva all&#039;inverso del n. precedente, ossia bisognava rimuovere l&#039;oggetto appoggiato, osservando le medesime attenzioni;
13 - tridece vìnec&#039;jangappe a trè ppasse = vienici ad acchiappare a tre passi (dopo aver saltato si facevano tre passi molto lunghi onde ottenere un distacco (e quindi un vantaggio) da colui che &quot;stava sotto&quot; e fermarsi in quella posizione. Dopo che avevano saltato tutti cominciava una corsa per raggiungere un punto predefinito e ritornare al punto in cui si stava giocando. Durante tale corsa chi &quot;stava sotto&quot; doveva acchiappare (o forse anche solo toccare) uno dei giocatori, che in tal modo sarebbe andato &quot;sotto&quot; per la partita successiva.

Anche chi durante il gioco sbagliava qualcosa nella procedura, pure nel solo pronunziare le frasi, ... insomma chi commetteva qualche infrazione, perdeva il gioco e quindi &quot;andava sotto&quot; ed il gioco ricominciava.

* Ho qualche dubbio sul n. 4 ed il n. 5. 
In relatà forse il n. 4 era &quot;Quatte morettino&quot; perchè mi pare di ricordare che &quot;Polì polò&quot; era un qualcosa aggiunto da qualcuno per scherzo ma rimasto nella memoria. Ma a questo punto resterebbe vuoto il n. 5.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti, pur non essendo 70enne (ma appena 40enne) a &#8220;jüne alla lüne&#8221; ci ho giocato anch&#8217;io, poichè molte tradizioni sono rimaste vive in alcune zone della città fino agli anni &#8217;70.<br />
Comunque, se vi può interessare, posso dirvi, per come era giunto a noi fino agli anni &#8217;70, e per quel che ricordo, la sequenza era questa:<br />
1 – jüne alla lüne (come già commentato);<br />
2 – düje box (come già commentato);<br />
3 – trè ffìte ò fatte ‘u rrè (e qui, dopo aver saltato si aggiungeva il commento &#8220;sburdacchiéte accüme ttè&#8221; &#8230; che pertanto faceva parte del n. 3 e non del n. 4);<br />
4 &#8211; quatte polì-polò (e non chiedetemi cosa significhi, che non l&#8217;ho mai capito); *<br />
5 – cinghe morettino &#8211; (in italiano); *<br />
6 – seje sprevelicchje (come già commentato);<br />
7 – sette a la croce: le mani, sul dorso di chi &#8220;andava sotto&#8221;, dovevano porsi incrociando gli indici (per formare una croce) inoltre cadendo si dovevano incrociare i piedi;<br />
8 – jòtte soldatin di piombo (cadendo si doveva restare immobili fin quando non avessero saltato tutti i giocatori, senza toccare chi aveva saltato in precedenza);<br />
9 – nove mò vèche alla fjìre = ora vado alla fiera;<br />
10 – dìce pàste e cìcere = (come già commentato);<br />
11 &#8211; jöndece mò t&#8217;ù careche = ora te lo carico (prima di saltare bisognava porre un oggetto di fortuna, trovato all&#8217;istante nelle immediate vicinanze, un sasso, uno stecco, una foglia, un pezzo di carta, ecc&#8230; &#8211; sulla schiena o sulla testa (orecchie comprese) del bidone (era così chiamato colui che era piegato per far saltare gli altri, e che quindi &#8220;steve sòtte&#8221;) &#8211; gli altri giocatori dovevano, oltre che porre i loro oggetti, stare attenti a non far cadere quelli degli altri;<br />
12 &#8211; dödece mò t&#8217;ù scàreche = si procedeva all&#8217;inverso del n. precedente, ossia bisognava rimuovere l&#8217;oggetto appoggiato, osservando le medesime attenzioni;<br />
13 &#8211; tridece vìnec&#8217;jangappe a trè ppasse = vienici ad acchiappare a tre passi (dopo aver saltato si facevano tre passi molto lunghi onde ottenere un distacco (e quindi un vantaggio) da colui che &#8220;stava sotto&#8221; e fermarsi in quella posizione. Dopo che avevano saltato tutti cominciava una corsa per raggiungere un punto predefinito e ritornare al punto in cui si stava giocando. Durante tale corsa chi &#8220;stava sotto&#8221; doveva acchiappare (o forse anche solo toccare) uno dei giocatori, che in tal modo sarebbe andato &#8220;sotto&#8221; per la partita successiva.</p>
<p>Anche chi durante il gioco sbagliava qualcosa nella procedura, pure nel solo pronunziare le frasi, &#8230; insomma chi commetteva qualche infrazione, perdeva il gioco e quindi &#8220;andava sotto&#8221; ed il gioco ricominciava.</p>
<p>* Ho qualche dubbio sul n. 4 ed il n. 5.<br />
In relatà forse il n. 4 era &#8220;Quatte morettino&#8221; perchè mi pare di ricordare che &#8220;Polì polò&#8221; era un qualcosa aggiunto da qualcuno per scherzo ma rimasto nella memoria. Ma a questo punto resterebbe vuoto il n. 5.</p>
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	<item>
		<title>Di: Lino Brunetti</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/j/june-alla-lune/comment-page-1/#comment-918</link>
		<dc:creator>Lino Brunetti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 15:56:10 +0000</pubDate>
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		<description>Che peccato!
Io ricordo soltanto:
1. june alla lune;
2. dujie a&#039;u sole.
Sarebbe stato bello ricordare il resto...
Era bellissimo giocare così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che peccato!<br />
Io ricordo soltanto:<br />
1. june alla lune;<br />
2. dujie a&#8217;u sole.<br />
Sarebbe stato bello ricordare il resto&#8230;<br />
Era bellissimo giocare così.</p>
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