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	<title>parla manfredoniano!</title>
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	<description>il vocabolario del dialetto manfredoniano</description>
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		<title>Sciàbbele</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 04:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo femminile]]></category>

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		<description><![CDATA[Sciàbbele s.f. = Sciabola Oltre al significato di sciabola intesa come arma da punta e da taglio, la sciàbbele, intende designare il Pesce sciabola (Lepidopus caudatus). Questo è un pesce d&#8217;acqua salata appartenente della famiglia Trichiuridae. È diffuso nel Mar Mediterraneo, nella costa atlantica orientale (dall&#8217;Islanda al Sudafrica) e nell&#8217;indo-pacifico. Vive nelle acque costiere fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sciàbbele</strong> <em>s.f.</em> = Sciabola</p>
<p>Oltre al significato di sciabola intesa come arma da punta e da taglio, la <em>sciàbbele</em>, intende designare il Pesce sciabola (<em>Lepidopus caudatus</em>).</p>
<p><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2009/01/Lepidopus-caudatus1.jpg"><img src="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2009/01/Lepidopus-caudatus1-300x200.jpg" alt="" title="Lepidopus caudatus" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-12233" /></a>Questo è un pesce d&#8217;acqua salata appartenente della famiglia Trichiuridae.</p>
<p>È diffuso nel Mar Mediterraneo, nella costa atlantica orientale (dall&#8217;Islanda al Sudafrica) e nell&#8217;indo-pacifico. </p>
<p>Vive nelle acque costiere fino alla discesa della piattaforma continentale negli abissi, da -40 a -620 m di profondità, soprattutto su fondali fangosi.</p>
<p>(da Wikipedia)<br />
<em>&#8220;Questo pesce presenta un corpo allungato e compresso ai fianchi, tipicamente nastriforme. Il muso è allungato, con due mascelle provviste di denti aguzzi e robusti. La pelle è sprovvista di scaglie e molto viscida. La pinna dorsale inizia subito dopo la testa e termina a pochi cm dalla pinna caudale: nella parte iniziale è sostenuta da raggi simili ad aculei, per poi passare presto a raggi molli e sottili. Le pinne pettorali sono trapezoidali, la coda piccola e bilobata. La ventrale è formata da pochi raggi vicini alla coda. Le pinne ventrali sono ridotte a moncherini.<br />
La livrea è argentea, più scura su capo e dorso. Le pinne sono tendenti al giallo trasparente.<br />
Può raggiungere e superare i 200 cm di lunghezza, per un peso massimo di 8 kg.&#8221;</em></p>
<p>La sua carne è ritenuta erroneamente di scarso pregio. Provatela in umido e smentirete i sedicenti esperti.</p>
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		<title>(U) patrüne &#8216;u mulüne</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 06:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[P]]></category>
		<category><![CDATA[locuzione idiomatica]]></category>

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		<description><![CDATA[U patrüne &#8216;u mulüne loc.id. = Il proprietario del mulino. Per i non manfredoniani e per le nuove generazioni questa locuzione è priva di significato. In pratica il &#8220;padrone del mulino&#8221; non poteva essere che il cav.Vincenzo D&#8217;Onofrio, notissimo pioniere industriale, titolare del celeberrimo &#8220;Molino e Pastificio D&#8217;Onofrio &#038; Longo&#8221;, ritenuto l&#8217;uomo più ricco di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>U patrüne &#8216;u mulüne</strong> <em>loc.id.</em> = Il proprietario del mulino.</p>
<p>Per i non manfredoniani e per le nuove generazioni questa locuzione è priva di significato. </p>
<p>In pratica il &#8220;padrone del mulino&#8221; non poteva essere che il cav.Vincenzo D&#8217;Onofrio, notissimo pioniere industriale, titolare del celeberrimo &#8220;Molino e Pastificio D&#8217;Onofrio &#038; Longo&#8221;, ritenuto l&#8217;uomo più ricco di Manfredonia negli anni &#8217;30-40.</p>
<p>Quindi il significato della locuzione è un aggettivo che vale: ricchissimo.   Ma era affibbiato in modo molto sarcastico, a qualcuno che chi si atteggiava a persona benestante, a qualche sprecone o a qualche spaccone che dissimulava una realtà ben più triste:  <em>Uì, jì arrevéte &#8216;u patrüne &#8216;u mulüne!</em> = Ecco è arrivato il proprietario del Mulino che può permettersi qualsiasi spesa!</p>
<p>-<em>Me vògghje accatté düje quartüne: jüne pe mè e jüne p&#8217;a fìgghja möje</em> = Voglio comprare due appartamenti: uno per me e uno per mia figlia<br />
-<em>Sì, jì arrevéte &#8216;u patrüne &#8216;u Mulüne&#8230;</em> = Sì, è arrivato il Padrone del Mulino&#8230;.</p>
<p>In alternativa si richiamava un&#8217;altra figura equipollente: <em>&#8216;u rìcche Pelöne</em> = il ricco Epulone, citato nel Vangelo da Gesù in una parabola, in un indissolubile binomio con il mendico Lazzaro.</p>
<p><em>Sté sèmbe &#8216;nand&#8217;u cafè d&#8217;Aulüse: jòffre a tutte quànde. M&#8217;assemègghje a &#8216;u rìcche Pelöne</em> (o anche <em>m&#8217;assemègghje a &#8216;u patrüne &#8216;u Mulüne</em>)= Sta sempre davanti al Bar Aulisa: e offre (consumazioni) a tutti. Mi sembra il ricco Epulone (o il Padrone del Mulino D&#8217;Onofrio)</p>
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		<title>Tótte l&#8217;arte sò tènde, ma la möje jì chjù tènde de tótte</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/proverbi/totte-larte-so-tende-ma-la-moje-ji-chju-tende-de-totte/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 18:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proverbi e Detti]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti i mestieri comportano sporcizia, ma il mio mestiere è il più sozzo di tutti. Questo è un proverbio per dire che c&#8217;è sempre un mestiere più sporco di un altro ma nessuno è più sporco dello spazzacamino. Ovviamente una volta che era fiorente l&#8217;artigianato, i vari mestieri (calafato, fabbro, falegname, tinteggiatore, sellaio, carbonaio, ciabattino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i mestieri comportano sporcizia, ma il mio mestiere è il più sozzo di tutti.</p>
<p>Questo è un proverbio per dire che c&#8217;è sempre un mestiere più sporco di un altro ma nessuno è più sporco dello spazzacamino.</p>
<p>Ovviamente una volta che era fiorente l&#8217;artigianato, i vari mestieri (calafato, fabbro, falegname, tinteggiatore, sellaio, carbonaio, ciabattino, calderaio, stagnino, contadino,  ecc. ecc.) ponevano i lavoratori a contatto con materie che inesorabilmente sporcavano chi le maneggiava.</p>
<p>Il proverbio è una metafora. Come per dire: ognuno si lamenta del proprio stato, mentre c&#8217;è sempre chi sta peggio.</p>
<p>Nota fonetica: la &#8216;ó&#8217; con l&#8217;accento acuto si pronuncia stretta come ad es. <em>&#8216;u fórne</em> = il forno, o <em>&#8216;u córle</em> = la trottola, <em>&#8216;u pózze</em> = il pozzo, ecc.   Quella con l&#8217;accento grave &#8216;ò&#8217; si pronuncia larga come <em>Mambredònje</em> = Manfredonia, <em>sòtte</em> = sotto, <em>&#8216;i còrne</em> = le corna, ecc.</p>
<p>Ringrazio il lettore Ezio Salvemini per avermi consentito di elaborare questo proverbio.</p>
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		<title>Manghe</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 05:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[M]]></category>
		<category><![CDATA[aggettivo]]></category>
		<category><![CDATA[avverbio]]></category>

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		<description><![CDATA[Manghe avv. = Nemmeno, sinistra, mancino 1) Manghe avv. = Nemmeno, neanche À truéte i spàrge&#8217; &#8211; Manghe jüne = Hai reperito degli asparagi selvatici per i campi? Nemmeno uno! Jü nen sò stéte &#8211; Manghe jü = Io non sono stato &#8211; Neanche io! Manghe li chéne = Non lo auguro nemmeno ai cani! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Manghe</strong> avv. = Nemmeno, sinistra, mancino</p>
<p>1) <em>Manghe</em> avv.  = Nemmeno, neanche</p>
<p><em>À truéte i spàrge&#8217; &#8211; Manghe jüne</em> = Hai reperito degli asparagi selvatici per i campi?  Nemmeno uno!</p>
<p><em>Jü nen sò stéte &#8211; Manghe jü</em> = Io non sono stato &#8211; Neanche io!</p>
<p><em>Manghe li chéne</em> = Non lo auguro nemmeno ai cani!</p>
<p>2) Manghe agg. = Mancino, situato a sinistra.</p>
<p><em>&#8216;A ména manghe</em> = La mano sinistra, o anche a sinistra</p>
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		<title>Mangiàrece a rüche de Sepònde</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/proverbi/mangiarece-a-ruche-de-seponde/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 05:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proverbi e Detti]]></category>

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		<description><![CDATA[Mangiarsi la rucola [che cresce spontanea nella zona] di Siponto. È un Detto nostrano riferito a quei forestieri che, capitati a Manfredonia, hanno potuto assaporare i nostri cibi ed apprezzare tutto ciò che di bello la nostra cittadina dispone, dal mare ai monti e alle dalla generosità alla bellezza dei nativi. Dopo di che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mangiarsi la rucola [che cresce spontanea nella zona] di Siponto.</p>
<p>È un Detto nostrano riferito a quei forestieri che, capitati a Manfredonia, hanno potuto assaporare i nostri cibi ed apprezzare tutto ciò che di bello la nostra cittadina dispone, dal mare ai monti e alle dalla generosità alla bellezza dei nativi. Dopo di che non possono fare a meno di ritornarvi e di rimanervi per tutta la vita.</p>
<p>Un po&#8217; come quando i visitatori a Roma lanciano una monetina nella Fontana di Trevi per &#8220;<em>costrigne er destino a fatte tornà</em>&#8220;&#8230;  Uno che mangia la nostra rucola &#8220;deve&#8221; tornare a Manfredonia.   Tanto noi Manfredoniani siamo ospitali e abbiamo il bravo <em><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/proverbi/sante-lavrjinze-amande-de-frustjire/">Sante Lavrjinze</a></em> = San Lorenzo, lui stesso forestiero, essendo nativo di Costantinopoli, notoriamente amante dei forestieri.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nnü!</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/n/nnu/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 06:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[esclamazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nnü! escl. = Ecco quà, come avevo previsto, prendi questo, ecc. È una tipica esclamazione nostrana, brevissima e pronunciata con inflessione di sfida, in tutta risposta a proposte irrealizzabili. Si pronuncia anche mostrando qualcosa, qualche scena, qualche risposta inattesa quantunque prevedibile. Assume una connotazione volgare se accompagnata da un gesto inqualificabile. Immaginate il &#8220;tié!&#8221; romanesco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nnü!</strong> <em>escl.</em> = Ecco quà, come avevo previsto, prendi questo, ecc.</p>
<p>È una tipica esclamazione nostrana, brevissima e pronunciata con inflessione di sfida, in tutta risposta a proposte irrealizzabili. Si pronuncia anche mostrando qualcosa, qualche scena, qualche risposta inattesa quantunque prevedibile.</p>
<p>Assume una connotazione volgare se accompagnata da un gesto inqualificabile. Immaginate il &#8220;<em>tié!</em>&#8221; romanesco pronunciato mentre si fa il gesto dell&#8217;ombrello&#8230;</p>
<p>Non sapete che cos&#8217;è il gesto dell&#8217;ombrello?   Lo dico per i puri di cuore che non sanno molte cose della vita: il gesto indica sbrigativamente il posto esatto dell&#8217;avambraccio dove il nonno appendeva l&#8217;ombrello chiuso quando usciva e temeva di incontrare la pioggia. Si batte con il palmo di una mano la parte interna dell&#8217;altro braccio, mentre l&#8217;avambraccio si solleva col pugno chiuso. Il sollevamento dell&#8217;avambraccio vuole mimare l&#8217;atto di trattenere l&#8217;immaginario ombrello del nonno per evitarne lo scivolamento e la caduta.   Ecco, spero di non aver offeso la vostra sensibilità.</p>
<p><em>- Che bell&#8217;ullòrge! Ma fé &#8216;ccànge?  &#8211; Nnü!</em>(ombrello) = &#8211; Che bell&#8217;orologio che hai! Vuoi scambiarlo con il mio? &#8211; Ma cosa ti viene in mente?   </p>
<p><em>Nnü, guardéte ch&#8217;jì ca ce appresènde mò!</em> = Accidenti, osservate chi, a sorpresa, sta facendo il suo ingresso nella nostra comitiva proprio adesso che non lo aspettavamo più ed avevamo fatto altri progetti senza do lui! </p>
<p>L&#8217;ho già ripetuto altre volte che il nostro dialetto ha una capacità di sintesi davvero mirabile. Basta un monosillabo per espremere un concetto di senso compiuto e ben articolato.</p>
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		</item>
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		<title>Nnü! Che te škoppe Marze!</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/proverbi/neh-che-te-skoppe-marze/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 05:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proverbi e Detti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nnü, che te škoppe Marze! escl. = Ma guarda che ti schiocca (sboccia, fiorisce, ti reca) Marzo! Si dice, esclamando, per una cosa o un accadimento che ti sorprende,sì, ma che era prevedibile, presagibile, o comunque possibile e immaginabile. A Marzo uno vede il sole e le belle giornate ed esce tranquillo; poi magari rimane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nnü, che te škoppe Marze!</em> escl. = Ma guarda che ti schiocca (sboccia, fiorisce, ti reca) Marzo!</p>
<p>Si dice, esclamando, per una cosa o un accadimento che ti sorprende,sì, ma che era prevedibile, presagibile, o comunque possibile e immaginabile.</p>
<p>A Marzo uno vede il sole e le belle giornate ed esce tranquillo; poi magari rimane colpito da un tempaccio, un gran freddo o una nevicata &#8230; Che vuoi aspettarti dal mese più incostante dell&#8217;anno?</p>
<p>Quindi il senso è anche: &#8220;Hai visto? dovevi prevederlo!!&#8221; </p>
<p>L&#8217;interiezione <em>Nnü</em> è un po&#8217; dauna. A Foggia nicono :  <em>Ané</em>, Nel barese dicono <em>Nah</em>, Noi pronunciamo una doppia NN, ma non  mi piace scriverla così.</p>
<p>Nella lingua parlata ha un&#8217;inflessione come di sfida i come per dire: ecco, lo dicevo io! Oppure: Ecco qua, come volevasi dimostrare   O anche: Guarda gua&#8217;! Che ti dicevo io?</p>
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		<title>A la fìgghja vertevöse</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/proverbi/a-la-figghja-vertevose/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 06:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proverbi e Detti]]></category>

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		<description><![CDATA[Tènghe &#8216;na figghja vertevöse, ogne büche jì na pertöse. Oh che fìgghje oh che fìgghje, ùcchje da före a chi ce la pìgghje! Ho una figlia virtuosa, (è così una brava sarta che fa di) ogni buco un&#8217;asola. Oh che figlia, oh che figliola, una meraviglia per chi se la piglia. La mamma vanta le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tènghe &#8216;na figghja vertevöse,<br />
ogne büche jì na pertöse.<br />
Oh che fìgghje oh che fìgghje,<br />
ùcchje da före a chi ce la pìgghje!</em></p>
<p>Ho una figlia virtuosa, (è così una brava sarta che fa di) ogni buco un&#8217;asola. Oh che figlia, oh che figliola, una meraviglia per chi se la piglia.</p>
<p>La mamma vanta le virtù della propria figliola: è bravissima in sartoria. Chi se la prende come moglie resterà con gli occhi sbarrati (alla lettera occhi di fuori dalle orbite)  per lo stupore di scoprirne la bravura.</p>
<p>L&#8217;aggettivo <em>vertevöse </em>= virtuosa è ormai desueto, e credo che venga usato oggi solo dalle persone molto anziane.</p>
<p>Mi viene a mente il suo contrario, cioè <em>sbertuéte</em> o <em><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/s/svertuete/">svertuéte</a></em> = priva di virtù.</p>
<p>Grazie a Enzo Renato per il prezioso apporto, che mi ha consentito la stesura di questo articolo.</p>
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		</item>
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		<title>Cianne jöve néte e la mamme l&#8217;avöve &#8216;nzuréte</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/proverbi/cianne-jove-nete-e-la-mamme-lavove-nzurete/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 06:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proverbi e Detti]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianni era nato e la mamma lo vedeva già grande, sposato, affermato, realizzato. L&#8217;amore di ogni mamma vede già nella sua creatura una persona di grande successo. Il nome assegnato furgoletto, secondo le tradizioni di famiglia, è diverso: qualcuno lo chiama Tatte, altri Giuànne. Mia suocera, che era molto sfottente, lo aveva &#8220;battezzato&#8221; con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gianni era nato e la mamma lo vedeva già grande, sposato, affermato, realizzato.</p>
<p>L&#8217;amore di ogni mamma vede già nella sua creatura una persona di grande successo.</p>
<p>Il nome assegnato furgoletto, secondo le tradizioni di famiglia, è diverso: qualcuno lo chiama <em>Tatte</em>, altri <em>Giuànne</em>. Mia suocera, che era molto sfottente, lo aveva &#8220;battezzato&#8221; con un termine impertinente.</p>
<p>Il proverbio vuole frenare coloro che, in termini temporali e nella foga del discorso, si proiettano in un futuro che va molto al di là del proposito attuale, il quale, proprio perché progetto, non stato ancora realizzato.  Un passo per volta! Step by step.</p>
<p>Ad esempio, parliamo della patente di guida che nostro figlio intende conseguire, e già uno o l&#8217;altro dei genitori parla dei diversi modelli di automobile che potrebbe acquistare, del colore della carrozzeria, del tipo di assicurazione, di quanto costa l&#8217;uso dell&#8217;autorimessa o la sostituzione dei pneumatici dopo 40 mila km&#8230; ecc. ecc.   </p>
<p>Calma! Vediamo prima se il ragazzo riesce a superare gli esami!</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Jùmene vasce e fèmene chjatte, adda fé tre volte &#8216;u patte</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/proverbi/jumene-vasce-e-femene-chjatte-adda-fe-tre-volte-u-patte/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 05:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proverbi e Detti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con gli uomini di bassa statura e con le donne corpulente devi fare tre volte una contrattazione. Secondo questo proverbio le persone così descritte sono considerate del tutto inaffidabili. Perciò i termini di qls contrattazione devono essere ben chiari e ribaditi (tre volte&#8230;) per non incorrere in inconvenienti. Patti chiari&#8230;. Ovviamente sono luoghi comuni. Mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con gli uomini di bassa statura e con le donne corpulente devi fare tre volte una contrattazione.</p>
<p>Secondo questo proverbio  le persone così descritte sono considerate del tutto inaffidabili. Perciò i termini di qls contrattazione devono essere ben chiari e ribaditi (tre volte&#8230;) per non incorrere in inconvenienti.   Patti chiari&#8230;.</p>
<p>Ovviamente sono luoghi comuni.  </p>
<p>Mi rifiuto di pensare che gli uomini di bassa statura siano <strong>tutti</strong> così incostanti, a dispetto anche di quell&#8217;altra credenza che  li considera <em>córte e male cavéte</em> = corti e malignipieni di malizia.   Non parliamo poi di quelli con i capelli <a href="http://www.parlamanfredoniano.com/proverbi/parricida/">rossi</a>&#8230; </p>
<p>Tutti preconcetti, dovuti all&#8217;ignoranza, verso quelli con una presunta diversità (gobbi, bassi, extra-lunghi, grassi, forestieri, neri, ecc.).</p>
<p>Le donne cicciottelle, peraltro, sono sempre piuttosto spiritose, gioviali e auto-ironiche (segno inequivocabile di intelligenza). Io le preferisco decisamente a certe &#8220;mazze di scopa&#8221; segaligne, stecchite, senza curve, cupe, piene di paranoie.   Viva la ciccia!</p>
<p>Grazie all&#8217;amico Enzo Renato, fonte preziosa di molti articoli qui pubblicati.</p>
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		<title>Ùcchje da före</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 05:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[U]]></category>
		<category><![CDATA[esclamazione]]></category>
		<category><![CDATA[locuzione idiomatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ùcchje da före loc. id. = Crepi l&#8217;invidia. È la traduzione più verosimile. Alla lettera significa (restate con gli) occhi fuori dalle orbite (per il rammarico di non poter avere altrettanto. La locuzione ha valore anche di esclamazione. &#8216;A fìgghja möje jì bèlle e aggarbéte: ùcchje da före! = La mia figliola è bella di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ùcchje da före</strong> <em>loc. id.</em> = Crepi l&#8217;invidia.</p>
<p>È la traduzione più verosimile.  Alla lettera significa (restate con gli) occhi fuori dalle orbite (per il rammarico di non poter avere altrettanto. </p>
<p>La locuzione ha valore anche di esclamazione. </p>
<p><em>&#8216;A fìgghja möje jì bèlle e aggarbéte: ùcchje da före!</em> = La mia figliola è bella di aspetto e garbata nei modi: crepi l&#8217;invidia!</p>
<p><em>Ùcchje da före </em> descrive anche semplicemente l&#8217;espressione di chi è colto da sorpresa o da meraviglia.</p>
<p>Come dire: riempirsi gli occhi spalancati, o rimanere a bocca aperta.</p>
<p><em>Sò stéte a Parìgge: ucchje da före!</em> = Sono stato a Parigi: sono rimasto estremamente colpito dal fascino e dalla bellezza di questa città, che merita pienamente il suo bel titolo di <em>Ville lumière</em>.</p>
<p>Beh, non è proprio una traduzione letterale, ma sapete che il dialetto ha una estrema capacità di sintesi&#8230;.</p>
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		<title>Ròbbe te pòzze dé, ma sorta no.</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 20:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proverbi e Detti]]></category>

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		<description><![CDATA[Posso donarti dei beni materiali (la roba), ma non una buona fortuna (la sorte), perché darti quelli rientra nelle mie possibilità e capacità, ma darti l&#8217;altra no. Ossia: posso mettere tutta la mia buona volontà per aiutarti, ma oltre un certo limite non posso andare. Un po&#8217; come ironicamente si dice che &#8220;per i miracoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posso donarti dei beni materiali (la roba), ma non una buona fortuna (la sorte), perché darti quelli rientra  nelle mie possibilità e capacità, ma darti l&#8217;altra no.</p>
<p>Ossia: posso mettere tutta la mia buona volontà per aiutarti, ma oltre un certo limite non posso andare.</p>
<p>Un po&#8217; come ironicamente si dice che &#8220;per i miracoli ci stamo attrezzando&#8221;.</p>
<p>Ringrazio Enzo Renato per aver fornito questo antico Detto.</p>
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		<title>A un gruppetto disparato</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 11:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfottò]]></category>

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		<description><![CDATA[Àmme accucchjéte &#8216;na bèlla famìgghje: &#8216;a jatte , &#8216;u chéne e lu cunìgghje È un motivetto che si canta quando ci si imbatte un gruppo di soggetti male assortito, tipo: -il bello, il brutto e il cattivo, o -il lungo, il corto e il paccioccone, o -&#8216;u zuppe,&#8217;u sórde e&#8217;u cechéte,oppure -&#8216;u meccüse, &#8216;u tignüse, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Àmme accucchjéte &#8216;na bèlla famìgghje: &#8216;a jatte , &#8216;u chéne e lu cunìgghje</strong></p>
<p>È un motivetto che si canta quando ci si imbatte un gruppo di soggetti male assortito, tipo:<br />
-il bello, il brutto e il cattivo, o<br />
-il lungo, il corto e il paccioccone, o<br />
-<em>&#8216;u zuppe,&#8217;u sórde e&#8217;u cechéte</em>,oppure<br />
-<em>&#8216;u meccüse, &#8216;u tignüse, u rugnüse</em>, o altre personaggi del genere.</p>
<p>È un <em>nonsense</em> dove il coniglio compare solo per amore di rima con famiglia</p>
<p>Uno sfottò bello e buono che viene talvolta, quando c&#8217;è intelligenza e quindi forte senso di autocritica, rivolto a se stessi quando ci si ritrova assieme ad altri soggetti un po&#8217; traballanti sia come aspetto, sia come moralità, sia come quoziente intellettivo, ecc.</p>
<p>L&#8217;aria, stile quadriglia, tempo 6/8, è la stessa di <em><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/proverbi/fatica/">la fatüje ce chjéme checòzze, a me ne me &#8216;ngòzze</a></em> (clicca)</p>
<p>Grazie come sempre al dott. Enzo Renato, inesauribile e prezioso suggeritore  di termini per questa rubrica.</p>
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		<title>Chi spüte &#8216;ngjile, &#8216;mbàcce lu jéve</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 06:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proverbi e Detti]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiunque lancia uno sputo verso il cielo, lo ha (di ritorno) inevitabilmente sulla faccia. È un monito a non disprezzare nulla di ciò che si ha ricevuto, a non mostrare ingratitudine, o a non comportarsi con arroganza, superbia, insolenza. Ora si usa, parlando figuratamente, che qls argomentazione negativa può diventare un boomerang, ossia si può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiunque lancia uno sputo verso il cielo, lo ha (di ritorno) inevitabilmente sulla faccia.</p>
<p>È un monito a non disprezzare nulla di ciò che si ha ricevuto, a non mostrare ingratitudine, o a non comportarsi con arroganza, superbia, insolenza.</p>
<p>Ora si usa, parlando figuratamente, che qls argomentazione negativa può diventare un boomerang, ossia si può ritorcere contro colui che l&#8217;ha lanciata.</p>
<p>Insomma, come in quasi tutti i proverbi, saggezza dei popoli, si invita alla prudenza, alla temperanza, alla modestia.</p>
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		<title>Sciurté</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/s/sciurte/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 06:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[esclamazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sciurté v.t. = Contare le bestie. Il verbo è tipico degli allevatori, usato per designare la conta delle bestie, fatte passare una alla volta attraverso l&#8217;accesso dell&#8217;ovile, o una strettoia, o un uéte, o il cancello della stalla. Per incitare gli ovini o i bovini o anche gli equini a muoversi, i mandriani con voce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sciurté</strong> <em>v.t.</em> = Contare le bestie.</p>
<p>Il verbo è tipico degli allevatori, usato per designare la conta delle bestie, fatte passare una alla volta attraverso l&#8217;accesso dell&#8217;ovile, o una strettoia, o un <em><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/u/uete/">uéte</a></em>, o il cancello della stalla.</p>
<p>Per incitare gli ovini o i bovini o anche gli equini a muoversi, i mandriani con voce alta dicevano: <em>sciorta-sciò!</em> = vai, vai!. </p>
<p>Presumo che derivi da sortire, un verbo antico rimasto nel francese moderno <em>sortir</em> = uscire. </p>
<p>Ringrazio il dott. Enzo Renato per l&#8217;imbeccata.</p>
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