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	<title>parla manfredoniano!</title>
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	<description>il vocabolario del dialetto manfredoniano</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 07:20:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
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		<title>Sturte e malurte</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 07:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[locuzione idiomatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sturte e malurte loc.id. = Alla meno peggio Questa locuzione idiomatica si può tradurre anche in: bene o male, concludendo, finalmente, ad ogni modo, ecc. Con termini più moderni si dice: stùrte e drìtte Insomma descrive una prestazione d&#8217;opera, un manufatto, ecc. portato sì a termine, ma non proprio secondo le aspettative. Si dice anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sturte e malurte </strong><em>loc.id. </em>= Alla meno peggio</p>
<p>Questa locuzione idiomatica si può tradurre anche in: bene o male, concludendo, finalmente, ad ogni modo, ecc.</p>
<p>Con termini più moderni si dice: <em>stùrte e drìtte</em></p>
<p>Insomma descrive una prestazione d&#8217;opera, un manufatto, ecc. portato sì a termine, ma non proprio secondo le aspettative. </p>
<p>Si dice anche quando un lavoro iniziato da lungo tempo è stato ultimato ben oltre i termini previsti.</p>
<p>-<em>Uhé, Giuà, avüte fenüte de frabbeché? &#8211; Sì, ngrazzje a Düje, &#8216;u mose passéte: sturte e malurte àmme avüte &#8216;a chése e àmme paiéte &#8216;u màstre.</em> = -Ehi, Giovanni, avete finito di costruire? &#8211; Sì, grazie a Dio, il mese scorso: finalmente abbiamo ottenuto la casa e abbiamo liquidato il costruttore.</p>
<p>Il termine <em>malurte</em> non significa niente. È solo un rafforzativo in rima, come nella locuzione <em>spjirte e demjirte</em>.<br />
In italiano, proprio <em>sturte e malurte</em> si dice anche di riffa e di raffa = in un modo o nell&#8217;altro, ad ogni costo.<br />
Ove riffa significa anche prepotenza (Toscana) e raffa colpo di boccia, contro il pallino o contro una boccia avversaria.</p>
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		<title>Ndurcegghjé</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 06:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[N]]></category>
		<category><![CDATA[verbo transitivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ndurcegghjé v.t. = Attorcigliare Specificamente significa, durante la fase di lavaggio a mano di biancheria, torcere i panni per strizzarne l&#8217;acqua al massimo prima di porli a sciorinare sullo stenditoio. L&#8217;atto si estende anche ad altre applicazione. come ad es. fanno i carpentieri che attorcigliano il fil di ferro per fissare le bacchette del tondino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ndurcegghjé</strong> <em>v.t.</em> = Attorcigliare</p>
<p>Specificamente significa, durante la fase di lavaggio a mano di biancheria, torcere i panni per strizzarne l&#8217;acqua al massimo prima di porli a sciorinare sullo stenditoio.</p>
<p>L&#8217;atto si estende anche ad altre applicazione. come ad es. fanno i carpentieri che attorcigliano il fil di ferro per fissare le bacchette del tondino di ferro da armatura dei plinti o dei pilastri prima della gettata del calcestruzzo.</p>
<p>Il verbo <em>ndurcegghjàrece</em> è riferito ai panni stesi che, per effetto della ventilazione, si attorcigliano alla cordicella e si accavallano tra di loro.</p>
<p>Va bene anche per descrivere cavi elettrici ammassati.  Ne so qualcosa quando vedo il cablaggio <em>ndurcegghjéte</em> dietro il computer.!&#8230;un inestricabile groviglio di fili: quello del <em>mouse</em>, degli altoparlanti, della videocamera, della tastiera, del <em>monitor</em>, del <em>modem</em>. della stampante, dello <em>scanner</em>. Meno male che io non ho il <em>dolby-surround </em>(si scrive così?).</p>
<p>E non parliamo del cavo a spirale della cornetta del telefono che <em>ce ndurcegghjöje</em> molto spesso. Benvenuto sia il <em>cordless</em>!</p>
<p>Chissà se <em>i ndurce</em> e <em>i turcenjille</em> etimologicamente derivano da questo verbo&#8230;.</p>
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		<title>Pundelìcchje</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/p/pundelicchje/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 05:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[P]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Pundelìcchje s.m. = Lippa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pundelìcchje</strong> <em>s.m.</em> = Lippa<br />
<a href="<a href="http://foto.libero.it/ruttolibero/Foto-profilo/-a-mazza-e--o-pivezo" title="'a mazza e 'o pivezo"><img src="http://digiphotostatic.libero.it/ruttolibero/tny/b4e4c7b62d_1221882_tny.jpg" width="75" height="75" alt="'a mazza e 'o pivezo" title="'a mazza e 'o pivezo"/></a></p>
<p>Gioco fanciullesco antico. Qualcuno lo chiama anche <em>mazza-jüne</em> o anche <em>mazzavüne</em>. In Campania <em>mazza e pìvezo</em>, in Abruzzo <em>mazz e cuzz</em>, ecc.</p>
<p>Gli attrezzi necessari per questo gioco, cui partecipano due bambini, sono: </p>
<p>a) un bastone di legno ricavato da un manico di scopa di circa 50 cm, detta <em>mazza</em>. Va bene anche un&#8217;assicella piatta della stessa lunghezza;</p>
<p>b) un bastoncello ricavato dallo stesso manico di scopa della lunghezza di circa 15 cm con le due estremità appuntite, detto <em>pundelìcchje</em>=  puntale piccolo, da cui gioco prende il nome.</p>
<p>Il gioco consiste nel colpire con la mazza <em>&#8216; u pundelìcchje</em>, giacente per terra, al centro di un cerchio tracciato in precedenza, e colpirlo nuovamente al volo cercando di lanciarlo il più lontano possibile. </p>
<p>L&#8217;altro giocatore raggiunto <em> &#8216;u pundelìcchje </em>, doveva lanciarlo nel cerchio difeso dal battitore che tentava di ribatterlo nuovamente. </p>
<p>Se ci riusciva si scambiavano i ruoli, in caso contrario il battitore con tre colpi consecutivi (descritto come sopra) allontanava il più possibile il pezzo dal cerchio. </p>
<p>Dopo di che il compagno, con più difficoltà questa volta, data la maggiore distanza,  doveva ripetere il lancio nel cerchio.</p>
<p>Per stabilire il punteggio si misurava la distanza raggiunta se l&#8217;altro non centrava il cerchio.</p>
<p> Allo scambio dei ruoli la si raffrontava con il risultato ottenuto dall&#8217;avversario.  L&#8217;unità di misura era la lunghezza dell&#8217;assicella usata per battere.</p>
<p>Era consigliabile giocare fuori dell&#8217;abitato, altrimenti si rischiava di colpire qualche vetrata&#8230;</p>
<p>Avete notato che le regole del gioco sono simili a quelle del <em>baseball</em>?</p>
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		<title>Smandullé</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 16:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[verbo transitivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Smanndullé v.t. = Guastare, rendere inservibile In italiano il verbo simile &#8220;smantellare&#8221; significss per lo più: abbattere, demolire, smontare un impianto, un palco, come anche il sinonimo &#8220;sbaraccare&#8221;. Invece in dialetto significa per lo più rompere un oggetto, un utensile con delle parti meccaniche in movimento, come ad esempio un giocattolo, un orologio, un bambolotto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Smanndullé</strong> <em>v.t.</em> = Guastare, rendere inservibile</p>
<p>In italiano il verbo simile &#8220;smantellare&#8221; significss per lo più: abbattere, demolire, smontare un impianto, un palco, come anche  il sinonimo &#8220;sbaraccare&#8221;.</p>
<p>Invece in dialetto significa per lo più rompere un oggetto, un utensile con delle parti meccaniche in movimento, come ad esempio un giocattolo, un orologio, un bambolotto, un&#8217;automobilina telecomandata, una bicicletta, ecc.</p>
<p><em>Giuànne töne l&#8217;artèche: quèdda bececlètte l&#8217;ò smandulléte tutta quande</em> = Giovanni è irrefrebabile: quella bicicletta l&#8217;ha resa inservibile.</p>
<p>Ne deriva:</p>
<p>- <em>Smandulléte</em> agg. = inservibile, non funzionante, o malfunzionante.<br />
<em>I molle d&#8217;u ljtte sò tutte smandulléte</em> = Le reti del letto sono totalmente insicure. </p>
<p>- <em>Smandullàrece</em> v.i. = (riferito ad oggetti inanimati) mostrarsi instabile, insicuro, pronto quasi quasi a collassarsi.<br />
<em>Stàtte attjinde ca &#8216;sta sègge ce smandullöje</em>  = Sta attento perché questa sedia è insicura e può cedere.</p>
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		<title>Sfresciüne (de)</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 16:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[aggettivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sfresciüne (de) agg. = di striscio, rasente. L&#8217;aggettivo si riferisce a colpo (d&#8217;arma da fuoco, di randello, di mano, di piede, ecc.) che non colpisce in pieno il bersaglio secondo l&#8217;intenzione di chi lo sferra, ma solo di striscio. Senza arrivare ai casi gravi, diciamo che quando nel gioco del calcio si &#8220;svirgola&#8221;, la palla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sfresciüne (de)</em> <em>agg. </em>= di striscio, rasente.</p>
<p>L&#8217;aggettivo si riferisce a colpo (d&#8217;arma da fuoco, di randello, di mano, di piede, ecc.) che non colpisce in pieno il bersaglio secondo l&#8217;intenzione di chi lo sferra, ma solo di striscio.</p>
<p>Senza arrivare ai casi gravi, diciamo che quando nel gioco del calcio si &#8220;svirgola&#8221;, la palla è colpita <em>de sfresciüne</em> e perciò non va nella direzione voluta dal calciatore.</p>
<p>Figuratamente quando un argomento non viene affrontato direttamente lo si propone <em>de sfresciüne</em>, diremmo in italiano che lo si accenna &#8220;di traverso&#8221; o lo si fa intendere &#8220;tra le righe&#8221;.</p>
<p>Un proverbio genovese riferisce che &#8216;si parla alla suocera perché la nuora intenda&#8217;.</p>
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		<title>Accatté a credènze</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/a/accatte-a-credenze/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 15:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[A]]></category>
		<category><![CDATA[locuzione idiomatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Accatté a credènze loc.id. = Indebitarsi Comprare qlcs con pagamento differito, non contestuale all&#8217;acquisto. Il che avviene solo se il venditore &#8220;crede&#8221; nella solidità economica e nella solvibilità dell&#8217;acquirente. Il venditore a sua volta vènne a credènze = vende concedendo credito. Nulla a che vedere con la credenza, sia intesa come mobile da cucina con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Accatté a credènz</strong>e <em>loc.id.</em> = Indebitarsi</p>
<p>Comprare qlcs con pagamento differito, non contestuale all&#8217;acquisto.<br />
Il che avviene solo se il venditore &#8220;crede&#8221; nella solidità economica e nella solvibilità dell&#8217;acquirente.</p>
<p>Il venditore a sua volta <em>vènne a credènze</em> = vende concedendo credito.</p>
<p>Nulla a che vedere con la credenza, sia intesa come mobile da cucina con sportelli e alzata, sia come convincimento di fatti non provati.</p>
<p>Una volta si comprava &#8220;<em>a credènze</em>&#8221; il corredo per la figlia (<em>a tànd&#8217;u möse</em> = a tanto al mese, a rate mensili), e sopratutto la spesa alimentare quotidiana.  </p>
<p>Il bottegaio segnava su un quadernetto suo e su quello della massaia, uguale, la spesa fatta giornalmente.  Mezzo chilo di pane, una &#8220;mezza misura&#8221; di olio, 10 lire di concentrato di pomodoro, due &#8220;quinti&#8221; di cannarozzetti, un &#8220;quinto&#8221; di zucchero, &#8220;mezzo quinto&#8221; di formaggio..    Tutto era venduto sfuso, alla minuta.  </p>
<p>Ogni mese la brava massaia saldava i conti.  Talvolta chiedeva di differire la scadenza:  &#8220;..&#8217;u sé, marìteme sté maléte&#8230;&#8221; = lo sai, mio marito è ammalato&#8230;    Ovviamente parlo di quando non esisteva la Cassa integrazione né altre forme previdenziali.   Se il capo famiglia non lavorava, in casa c&#8217;era da fare davvero la fame.  In compenso c&#8217;era un fortissimo senso di solidarietà da parte del vicinato.    </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rarìcule</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/r/rarichele/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 06:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[R]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo femminile]]></category>

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		<description><![CDATA[Rarìcule o anche Rarìchele s.f. = Graticola Graticola, griglia. Arnese da cucina formata da spranghette di ferro a guisa di grata si cui posano gli alimenti da arrostire. Era fatta a mano dagli abilissimi fabbri di una volta, Etimo latino Cràtes, diminutivo Craticula.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Rarìcule</strong> o anche <strong>Rarìchele</strong> <em>s.f. </em>= Graticola</p>
<p><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2007/10/graticola_grande.jpg"><img src="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2007/10/graticola_grande-e1323676875620.jpg" alt="" title="graticola_grande" width="230" height="173" class="alignleft size-full wp-image-11978" /></a>Graticola, griglia. Arnese da cucina formata da spranghette di ferro a guisa di grata si cui posano gli alimenti da arrostire. </p>
<p>Era fatta a mano dagli abilissimi fabbri di una volta, </p>
<p>Etimo latino Cràtes, diminutivo Craticula.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Làsse a fùche ardènde, e pìgghje &#8216;a parturènde</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/proverbi/lasse-a-fuche-ardende-e-pigghje-a-parturende/</link>
		<comments>http://www.parlamanfredoniano.com/proverbi/lasse-a-fuche-ardende-e-pigghje-a-parturende/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 17:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proverbi e Detti]]></category>

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		<description><![CDATA[Lascia il fuoco ardente e prendi la partoriente. Dopo aver domato un incendio, immediatamente mi adopero per soccorrere una partoriente. Ossia: non si fa in tempo ad appianare una difficoltà che subito se ne presenta un&#8217;altra. Si cita questo proverbio quando qlcu narra (esagerando, naturalmente) di essere stato costretto a impegnarsi senza soste nel risolvere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lascia il fuoco ardente e prendi la partoriente.  Dopo aver domato un incendio, immediatamente mi adopero per soccorrere una partoriente.</p>
<p>Ossia: non si fa in tempo ad appianare una difficoltà che subito se ne presenta un&#8217;altra.</p>
<p>Si cita questo proverbio quando qlcu narra (esagerando, naturalmente) di essere stato costretto a impegnarsi senza soste nel risolvere situazioni di difficoltà che si erano presentate a raffica.</p>
<p>Ma insomma&#8230;<em>E checcà</em>! </p>
<p>Da notare la spagnolesca costruzione della frase con il dativo invece che con l&#8217;accusativo. <em>Lascia a/prendi a</em>&#8230; invece di <em>lascia il&#8230;/prendi la</em>&#8230;</p>
<p>Altro esempio di questo uso spagnolo del verbo transitivo: <em>Jèsse vöde a jìsse</em> = Lei vede lui (non lei vede <strong>a</strong> lui).</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mpernacchjéte</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/m/mpernacchjete/</link>
		<comments>http://www.parlamanfredoniano.com/m/mpernacchjete/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 05:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[M]]></category>
		<category><![CDATA[aggettivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Mpernacchjéte agg. = Infiocchettato, adornato, agghindato. Va bene anche la grafia mbernacchjéte. Generalmente, in modo figurato, l&#8217;aggettivo mpernacchjéte (come dire coperto di pennacchi), viene abbinato al sostantivo càzze ed ha sempre una connotazione negativa. Ve lo immaginate un membro virile adornato con ciuffi di penne variopinte e nastrini? Sarebbe ridicolo, non consono alle sue funzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mpernacchjéte</strong> <em>agg. </em>= Infiocchettato, adornato, agghindato.</p>
<p>Va bene anche la grafia <em>mbernacchjéte</em>.</p>
<p>Generalmente, in modo figurato, l&#8217;aggettivo <em>mpernacchjéte</em> (come dire coperto di pennacchi), viene abbinato al sostantivo <em><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/c/cazze/">càzze</a></em> ed ha sempre una connotazione negativa. Ve lo immaginate un membro virile adornato con ciuffi di penne variopinte e nastrini? Sarebbe ridicolo, non consono alle sue funzioni biologiche. </p>
<p><em>Sì proprje &#8216;nu càzze mbernacchjéte!</em> = Tu sei proprio un minchione!<br />
Esclamazione rivolta, ad esempio, al compagno di giochi quando cala una carta non appropriata.</p>
<p><em>C&#8217;jì presendéte accüme a &#8216;nu càzze mbernacchjéte</em> = Si è presentato con una faccia tosta.</p>
<p>Se avete altri esempi da sottoporre, replicate tranquillamente!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Arraggéte</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/a/arraggete/</link>
		<comments>http://www.parlamanfredoniano.com/a/arraggete/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 07:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[A]]></category>
		<category><![CDATA[aggettivo]]></category>
		<category><![CDATA[soprannome]]></category>

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		<description><![CDATA[Arraggéte agg. = Infuriato, adirato, furibondo, arrabbiato Spesso la &#8220;a&#8221; iniziale viene omessa e si pronuncia &#8216;rraggéte. Esempi: Jògge Giuànne Sté rraggéte = Oggi Giovanni è infuriato. Sté rraggéte cüme a na bèstje = È infuriato come una bestia. In italiano arrabbiato è specificamente riferito ai cani idrofobi ( &#8216;i chéne arraggéte) e solo figuratamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arraggéte</strong><em> agg.</em> = Infuriato, adirato, furibondo, arrabbiato</p>
<p>Spesso la &#8220;a&#8221; iniziale viene omessa e si pronuncia <em>&#8216;rraggéte</em>. </p>
<p>Esempi: <em>Jògge Giuànne Sté rraggéte</em> = Oggi Giovanni è infuriato.</p>
<p><em>Sté rraggéte cüme a na bèstje</em> = È infuriato come una bestia.</p>
<p>In italiano arrabbiato è specificamente riferito ai cani idrofobi ( <em>&#8216;i chéne arraggéte</em>) e solo figuratamente per indicare una persona su tutte le furie.</p>
<p>Esiste anche un soprannome <em>&#8216;u Rraggéte</em> riferito ad una famiglia, forse di pescatori, probabilmente i Gramazio.</p>
<p>Chiedo conferma agli interessati. Posso sempre rettificare eventuali inesattezze. Grazie!</p>
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		<title>Da quanne jì murte &#8216;u criatüre nen ce chjaméme chjó cumbére</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 10:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proverbi e Detti]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando è morto il bambino non ci chiamiamo più &#8220;compari&#8221; Una volta il padrino di battesimo, il compare, era ritenuto veramente una persona di famiglia. C&#8217;era rispetto per tutta la vita tra la sua famiglia e quella del figlioccio. Il legame perdurava anche nel caso di premorienza di uno qualsiasi dei componenti di entrambe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando è morto il bambino non ci chiamiamo più &#8220;compari&#8221;</p>
<p>Una volta il padrino di battesimo, il compare, era ritenuto veramente una persona di famiglia. C&#8217;era rispetto per tutta la vita tra la sua famiglia e quella del figlioccio. Il legame perdurava anche nel caso di premorienza di uno qualsiasi dei componenti di entrambe le famiglie trattenute da questo legame.</p>
<p>In questo caso, il soggetto si presumeva come un &#8220;dimissionario&#8221; dalla carica di padrino a causa della scomparsa, solo metaforica, del figlioccio.</p>
<p>È un rimprovero bonario rivolto a qualche amico che per lungo tempo non si è fatto vivo, Come dire: &#8220;Beato chi si vede!&#8221;</p>
<p>Si rivolge questo Detto anche in modo sarcastico verso qlcn ha fatto finta di non averci riconosciuto in precedenza, quando si trovava in compagnia di persone ritenute più influenti o più importanti di noi.</p>
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		<title>Accesàgghje</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 05:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[A]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo femminile]]></category>

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		<description><![CDATA[Accesàgghje s.f. = Strage, uccisione, sterminio, sfacelo Questo sostantivo è usato per lo più in forma metaforica. Insomma più che massacro, sterminio, eccidio, è usato in modo estensivo per indicare un disastro, una rovina, un grave danno. U vjinde a Sepònde ò fatte n&#8217;accesàgghje d&#8217;àreve = Il vento, ha Siponto ha causato un&#8217;ecatombe di alberi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Accesàgghje</strong><em> s.f.</em> = Strage, uccisione, sterminio, sfacelo</p>
<p>Questo sostantivo è usato per lo più in forma metaforica.  Insomma più che massacro, sterminio, eccidio, è usato in modo estensivo per indicare un disastro, una rovina, un grave danno.</p>
<p><em>U vjinde a Sepònde ò fatte n&#8217;accesàgghje d&#8217;àreve</em> = Il vento, ha Siponto ha causato un&#8217;ecatombe di alberi (nella pineta).</p>
<p>Deriva da <em>acciüde</em> e <em>acciüse</em> = uccidere, ucciso.</p>
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		<title>Matìzze</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/m/matizze/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 21:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[M]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo femminile]]></category>

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		<description><![CDATA[Matìzze s.f. = Acquazzone Pioggia abbondante e inattesa. Come durante i temporali estivi: arriva la pioggia improvvisa, abbondante ma ha breve durata. Accr. matezzöne o con il pleonastico matezzöne d&#8217;acque = grosso acquazzone Presumibilmente deriva dalla lingua spagnola: matiz significa colore, gradazione, sfumatura, tonalità, varietà. Matizar significa colorare. Beh il temporale, l&#8217;acquazzone, porta nel cielo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Matìzze</strong> <em>s.f.</em> = Acquazzone</p>
<p><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2011/10/pioggia.jpg"><img src="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2011/10/pioggia-150x150.jpg" alt="" title="pioggia" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-11912" /></a>Pioggia abbondante e inattesa. Come durante i temporali estivi: arriva la pioggia improvvisa, abbondante ma ha breve durata.</p>
<p>Accr. <em>matezzöne</em> o con il pleonastico <em>matezzöne d&#8217;acque</em> = grosso acquazzone</p>
<p>Presumibilmente deriva dalla lingua spagnola: <em>matiz</em> significa colore, gradazione, sfumatura, tonalità, varietà. <em>Matizar</em> significa colorare.</p>
<p>Beh il temporale, l&#8217;acquazzone, porta nel cielo un rapido mutamento  nella colorazione delle nubi, che passano dal grigio quasi nero, al grigio plumbeo, al grigio bianco cinerino, fintantoché compare un &#8220;buco&#8221; di cielo azzurro.</p>
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		<title>Scravutté</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 05:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[S]]></category>
		<category><![CDATA[verbo transitivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Scravutté v.t. = Scavare, estrarre, allargare una buca. Il verbo è specifico per operazioni di scavo di piccole dimensioni, come quella che fa il dentista quando deve impiombare un dente: egli scravòtte la polpa dentale cariata con il suo micidiale trapano prima dell&#8217;otturazione. I tarle ànne scravuttéte tutte l&#8217;armadje = i tarli hanno bucherellato tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scravutté </strong> <em>v.t.</em> = Scavare, estrarre, allargare una buca.</p>
<p>Il verbo è specifico per operazioni di scavo di piccole dimensioni, come quella che fa il dentista quando deve impiombare un dente: egli <em>scravòtte</em> la polpa dentale cariata con il suo micidiale trapano prima dell&#8217;otturazione.</p>
<p><em>I tarle ànne scravuttéte tutte l&#8217;armadje</em> = i tarli hanno bucherellato tutto l&#8217;armadio.</p>
<p><em>Scravutté tórne-tórne</em> = Scavare intorno, allargare una breccia, una fossa (ad es. nel terreno alla base di una pianta per irrigarla o anche per metterla a dimora)</p>
<p>Quando la massaia ha bisogno della mollica di pane per preparare il ripieno delle seppie la va a <em>scravutté </em>= scavare con le mani dalla pagnottella.</p>
<p>Va bene anche la versione <em>sgravutté</em>.</p>
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		<title>Vìrze</title>
		<link>http://www.parlamanfredoniano.com/v/virze/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 05:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
				<category><![CDATA[V]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivo maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Vìrze s.m. = Verro Maiale, robusto, sano, destinato alla riproduzione. Con lo stesso termine i cacciatori indicano il maschio del cinghiale. Figuratamente vìrze è detto il giovanotto aitante (&#8220;aiutante&#8221;, come direbbe Totò), ben dotato, e molto sensibile verso l&#8217;altro sesso. Talora è definito vìrze anche solo la sua appendice anatomica, efficiente come quella del porco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vìrze</strong> <em>s.m.</em> = Verro</p>
<p><a href="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2011/10/verro-casertano1.jpg"><img src="http://www.parlamanfredoniano.com/wp-content/uploads/2011/10/verro-casertano1-150x150.jpg" alt="" title="verro casertano" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-11888" /></a>Maiale, robusto, sano, destinato alla riproduzione. </p>
<p>Con lo stesso termine i cacciatori indicano il maschio del cinghiale.</p>
<p>Figuratamente <em>vìrze </em>è detto il giovanotto aitante (&#8220;aiutante&#8221;, come direbbe Totò), ben dotato, e molto sensibile verso l&#8217;altro sesso. Talora è definito <em>vìrze</em> anche solo la sua appendice anatomica, efficiente come quella del porco da monta.  </p>
<p>Sono i bollenti spiriti della verde età, gli ormoni in sovrannumero, che causano questa naturale eccitabilità giovanile.   </p>
<p>Altri soggetti, avanti con gli anni, ricorrono ad artifici (pillolette blu o a polverine bianche) ed ingaggiano le <em>escort</em> per i loro incontri bungheschi. Scusate il neologismo. </p>
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