Funére
Funére s.m. = Cordaio
Chi fa spaghi, sagole, cime, corde, funi, e gomene ad uso della marineria locale utilizzando fibre tessili, operando in maniera artigiana.
Un ragazzo manovrava una ruota a tamburo che dava il movimento rapido, mediante una cinghia di trasmissione, a dei mandrini cui si fissava la canapa grezza da torcere e riavvolgere. Il cordaio, indietreggiando, e lasciando attorcigliare la canapa, otteneva uno spago lunghissimo.
Successivamente attorcigliando più volte questi spaghi otteneva una fune della grossezza voluta.
Un cordaio operava all’interno dello Stadio Miramare (allora non era recintato) parallelamente al viale. Un altro (o lo stesso?) dov’è ora l’Hotel Gargano.
Anche colui che vendeva questi prodotti era chiamato ‘u funére.
Io ricordo un negozio di funére proprio di fronte alla Farmacia Centrale Murgo, dove ora sovente fanno delle mostre di quadri.
Vi propongo una poesia del nostro poeta dialettale Lino Nenna, tratta dalla sua raccolta “Pètele de röse” (Petali di rosa), dedicati ad una figura scomparsa dalla nostra Manfredonia.
‘U funére
‘Nnanze e dröte
‘u funére jì jüte
e quanda zöche ho arravugghiète;
pe lu cüle ‘ndröte jöve
e de fàcce sèmbe returnöve.
Da ‘u söle ca l’abbrunzöve
‘na pagliètte nghèpe ce mettöve.
Pe’ sedöre e pe fatüje
matasse e ghiòmmere
ho mìsse ‘nfüle.
‘Mbàcce ‘a röte ‘u uagnöne
ca aggeröve ‘a manuèlle
peccenìnne e tenerjille
au patrüne stöve attjinde.
P’aggeré forte o chiéne
Lu sendöve da lundéne.
Sòtte e söpe ‘u funére jì jüte
C’a matasse de la vüte.
Traduzione per i lettori non locali.:
Avanti e indietro il cordaio è andato e quanta corda ha avvolto; a ritroso indietro andava e di faccia sempre ritornava. (Per ripararsi) dal sole che l’abbronzava, un cappello di paglia in testa si metteva. Con sudore e con fatica matasse e gomitoli ha messo in fila. Di fronte alla ruota il ragazzino che girava la manovella, piccolo e tenero (agli ordini del) padrone stava attento. Per girare forte o piano lo sentiva da lontano. Sotto e sopra il cordaio è andato con la matassa della vita.

[...] proprio come fa il fabbricante di funi nell’espletare il suo lavoro. (vedi la voce funére) Condividi [...]