Fanöje

Fanöje s.f. = Falò.

Fuoco acceso all’aperto per segnalazione, come manifestazione festosa o per bruciare cose inutili.

Era consuetudine accendere i falò la vigilia delle grandi feste religiose: Natale, S.Giuseppe, S.Lucia, l’Immacolata, ecc.

Quando non era ancora diffuso il gas per uso domestico, tutti avevano in casa della legna da ardere per la cucina.

Allora i marmocchi facevano la questua casa per casa: Bellafé, Me vù dé ‘na legne a San Gesèppe? = Signora, mi vuoi dare una legna (per il falò che stiamo preparando per la festa dedicata) a San Giuseppe?

Partecipava generosamente tutto il vicinato e tutta la legna veniva accatastata all’incrocio delle vie.

All’accensione dei falò c’erano solo i ragazzini: poi man mano si avicinavano anche gli adulti. Alla fine, intorno al fuoco si raccontavano ‘nduvenjille, frecàbbele e sturièlle.= indovinelli, barzellette e storielle fino tarda ora, quando il fuoco si consumava del tutto.

Con l’avvento del gas in bombole nel 1950 questa bella usanza è cessata per mancanza di materia prima da bruciare, almeno nelle città.

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