Zómbe-zumbètte

Zómbe-zumbètte s.m. = Salta-saltella.

Gioco fanciullesco.

Il piccolino si pone in piedi su una sedia, con le braccia alzate.
La mamma si mette di fronte a lui con le braccia tese in avanti, e, per invitarlo a saltare, gli canta sul motivo di Giro-giro-tondo, la seguente filastrocca:

Zómbe-zumbètte
e Marüje Alisabbètte.
Zòmbe ‘u matarazze
e la Madonne te pigghje mbrazze!

= Salta, saltella.e Maria Elisabetta. Salta il materasso e la Madonna ti prende in braccio!

Appena terminato il motivetto, il frugoletto si lanciava nel vuoto, certo che sarebbe cascato sulle braccia alla sua tenerissima madre.

Zóppe-zóppe

Zóppe-zóppe agg. = Intriso, inzuppato

Riferito a persona che si è bagnata perché sorpreso dalla pioggia mentre era privo di qls riparo, oppure intrisa di sudore.

Madò, sté zóppe-zóppe de sedöre! Vàtte müte! = Madonna, sei tutto madido di sudore. Va a cambiarti!

Sin. travanéte.

Zórle

Zórle s.f. = Vivacità irrefrenabile.

Incontenibile, allegria, scherzosità, ilarità, vivacità

Stàteve söte! E che v’ho prgghjéte jògge, a zórle? = Statevi quieti! E che vi è preso oggi, la voglia matta di giocare?

Zórre

Zórre s.m. agg. = Caprone, irco

Il maschio della capra è ritenuto cocciuto, bizzarro, imprevedibile, caparbio, ostinato.

Come aggettivo calza bene al caparbio quando prende una decisione improvvisa, agisce d’istinto, e non si fa discogliere minimamente e ammurröje accüme a ‘nu zórre = carica come un caprone.

Ammurröje è la terza persona singolare del verbo ammurré.

Zorrètte

Zorrètte sopr., n.p. = Zorro, personaggio hollywoodiano.

Piccolo e grazioso Zorro, personaggio avventuroso del cinema prima e della TV dopo.

Un Manfredoniano fantasioso, appassionato di sagre e Carnevale, tutti gli anni si travestiva rigorosamente da Zorro. Qualcuno gli affibbiò il simpatico nomignolo di Zorrètte.

Chicca: gli piaceva anche far mascherare (e far fotografare) anche i suoi nipoti con gli abiti da Zorro

Zucchelatüre

Zucchelatüre s.f. = Battiscopa

In dialetto non era proprio il battiscopa, perché, almeno fino agli anni ´50 esso era sonosciuto.

Invece della striscia in legno, marmo, plastica, alla base delle pareti interne delle case, si dipingeva una doppia passata di colore piú scuro di quello del muro, con funzione protettiva o decorativa.

La zucchelatüre poteva essere dipinta con funzione puramente decorativa anche in alto sulla parete, prima dell´inizio del soffitto, come una specie di cornicetta dipinta di marrone scuro.

I pittori decoratori, come il famoso maestro Gelsomino, erano molto bravi a tracciarla col pennellino, a mano, bella uniforme, sempre dello stesso spessore, alla stessa altezza per tutto il perimetro della stanza.

Il nome deriva da zoccolo, base su cui poggia qualcosa.