Zanne-zanne

Zanne-zanne agg. = Irregolare

Non riesco a trovare un termine di lingua italiana più appropriato che calzi bene con questo aggettivo che descrive un taglio di capelli mal riuscito a causa delll’imperizia del tonsore.

In effetti i capelli non sono stati tagliati uniformemente, e quelli rimasti scendono formando una cascata irregolare, anche se corti, come tanti grossi denti (‘i zanne) non allineati.

Qlcu dice anche che stanne tagghjéte schéle schéle = sono tagliati a scalette.

Zanzéne

Zanzéne s.m. = Mediatore

Mediatore d’affari, sensale per compravendite e locazioni di case o di terreni, o per combinare matrimoni (ora non è più usata quest’ultima attività).

Zappe de càvece

Zappe de càvece s.f. = Zappa da calce

Arnese da muratore, simile ad una zappa, ma dall’asta molto più lunga.

Era usata prima dell’avvento delle betoniere fisse da cantiere per la preparazione della malta.
Si disponela al suolo un mucchio di tufina, si aggiungeva (quando possibile) della sabbia di mare e si allargava a fontana, come quando le nostre mamme fanno l’impasto per le orecchiette. Nella buca centrale si ponevano alcune palate di grassello di calce e acqua. Con questa zappa si rimestava ben bene fino ad ottenere la malta nella giusta consistenza.

Con la pala si raccoglieva la malta in una caldarella a due manici (‘a còffe) e a spalla si portava ai piani superiori dove i “mastri” la stendevano per intonacare le pareti o per attaccare i conci di tufo.

Grazie a Dio ora esistono le gru per il sollevamento dei materiali.

Zappunöte

Zappunöte top. = Zapponeta

Toponimo indicante un Comune autonomo, di circa 3000 abitanti, a spiccata vocazione agricola. Fino al 1975 è stata una frazione di Manfredonia, da cui dista km 18.

Il toponimo sembrerebbe connesso all’attività di zappatori dei primi abitanti, quando il barone Michele Zezza nel 1768 favorì l’insediamento di un nucleo di braccianti in un suo latifondo, costruendo loro un primo lotto di case.

Altre fonti lo fanno derivare da sappinus (abete), con l’aggiunta del suffisso collettivo -etum. Qualche altro più fantasioso, definì Zapponeta come un luogo dove si zappa e si raccolgono monete, data la straordinaria fertilità del terreno circostante.

Gli abitanti sono chiamati Zappenuddére = Zapponetani.

Zaràffe

Zaràffe s.m. = Faccendiere, affarista

Costui si improvvisava mediatore e procacciatore di affari, organizzava incontri, gioco d’azzardo e festini, proponeva locazioni di immobili, procurava facchini, prostitute e falsi testimoni, indirizzava gli automobilisti verso certi meccanici fidati, conosceva i gommisti, i vetrai, i ristoranti e i fittacamere di assoluta fiducia, ecc.

Insomma rispondeva a qualsiasi richiesta, li vedevi spuntare miracolosamente se ti trovavi in difficoltà, per risolvere immediatamente i tuoi problemi. Dietro compenso, naturalmente.

Poco chiaro, un po’ losco, un po’ bandito, spesso e volentieri rifilava un bidone a qualche malcapitato.

Viveva del compenso che riusciva ad ottenere da ognuna delle sue “disinteressate” consulenze.

Il termine ha valenza molto negativa.

Zàrre

Zàrre agg. = Bacucco

Aggettivo che si usa solo nella locuzione vecchje zàrre, per indicare una persona molto anziana, magari un po’ rimbambita…

l’agg. zàrre è invariabile, mentre il sost. cambia di genere e di numero: ‘u vecchje-zarre, ‘a vècchja zarre, ‘i vjicchje zarre.

In italiano si dice “vecchio bacucco” per indicare un vegliardo rimbecillito.