Uhélà!

Uhélà! escl. = Ehilà

Esclamazione di sorpresa detta quando si incontra qlcu dopo molto tempo.

Come per dire: Chi si vede! Ti ho finalmente incontrato!

Una specie di ciao ma ancor più gioioso per l’inatteso incontro.

Basta anche dire solo Uhé!, come il romanesco anvédi!

avv. = Ecco

Avverbio dimostrativo:

-per indicare, mostrare qcn. o qcs.; Uì cóste jì Giuànne! = Ecco questo è Giovanni.

-per indicare la presenza o il comparire di qcn. o di qcs.atteso, o improvviso e inaspettato; Uì j’ assüte ‘u söle = Ecco -(lo vedi?), è sorto il sole. Mammà, uì mo’ vöne! = Mamma, lo vedi, ora arriva.

-nel dare, nel porgere qcs. Uì, quìste so’ i medecjüne! = Ecco, questi sono i farmaci.

Potrebbe essere la sintesi, come spesso avviene nel nostro dialetto, di “lo vedi”: difatti al femminile fa Avì = La vedi? e al plurale Ivì = Li vedi?, Le vedi? (eccola, eccoli, eccole).

Avì addica sté ‘a Giannètte = Eccola dov’è la smorfiosetta.

Ivì i stùdeche, nen sapene fé i sèrje! = Eccoli gli stupidi, non sono capaci di essere seri.

Umenüne

Umenüne avv. = Maschilmente, virilmente

Questo avverbio è usato solo in sartoria per indicare, per esempio il modo di abbottonare la giacca, o il tipo di manica, ecc.

A ‘sta giàcche l’ha da fé ‘u còlle all’umenüne = A questa giacca devi confezionare il colletto alla maniera maschile.

Ritengo che avendo sentito il termine femminile, i popolani abbiano coniato umenüne quale corrispettivo di maschile.

Infatti il biniomio è fèmmene e jùmene

Urteléne

Urteléne s.m. = Ortolano

Chi coltiva un orto; estens. chi vende ortaggi.

Fino agli anni ’50 gli orti erano presso le mura della città. Uno era situato ai piedi della Torre dell’Astrologo fino all’incrocio con via Magazzini, quella che porta all’Ospedale Civile.

Un’altro, il più esteso, il famoso Orto Sdanga, copriva il suolo poi occupato dalle palazzine della Posta Centrale.

Úve

Úve s.m. = Uovo

Da non confondere con Üve = uva

Al plurale suona öve uova

Negli animali ovipari, cellula germinativa (fecondata o no), ricoperta da un guscio o altro materiale protettivo, fornita di notevoli riserve nutritive. L’uovo viene espulso dal corpo materno prima che l’embrione si sviluppi. (uova di uccelli, di pesci, di rana)

Quello usato in cucina è generalmente l’ùve de jallüne = l’uovo di gallina. Eccezionalmente si adoperano l’ùve de pàpere o l’ùve de vìcce = l’uovo di oca o l’uovo di tacchina.

Böna Pàsque, e quìste so’ l’öve! Scherzosamente si ripete questa frase, che un bambino incaricato dalla madre di portare un cestino di uova in regalo per Pasqua a qlcu recitò tutta d’un fiato, quando da adulti facciamo gli auguri di Pasqua agli amici più intimi.

Üve

Üve s.f. = Uva

Frutto delle viti. È composto di graspi e acini che formano il grappolo; all’interno degli acini si trovano la polpa e i semi detti vinaccioli.

Esiste, è noto, l’uva da tavola e l’uva da vino, con caratteristiche zuccherine e organolettiche differenti.

Mange ‘stu bèlle graspe d’üve! = Mangia questo bel grappolo d’uva.

Il dialetto graspe è il grappolo. In italiano il graspo è ciò che resta del grappolo una volta tolti gli acini dell’uva.